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Inps:Osservatorio, a gennaio le pensioni vigenti a 21,26 milioni (+0,6%) -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mar - Le gestioni dei lavoratori dipendenti rappresentano la quota piu' rilevante, con il 53,8% delle pensioni complessive e il 41,6% degli importi erogati. In tale ambito, il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti concentra il 36,7% delle prestazioni, mentre la Gestione Dipendenti Pubblici incide per il 14,9%.

Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 23,9% delle pensioni, corrispondenti al 18,0% della spesa complessiva, mentre le prestazioni assistenziali rappresentano il 20,8% delle prestazioni complessive e l'8,1% della spesa. Con riferimento alle categorie, tra le prestazioni previdenziali prevalgono le pensioni di vecchiaia (70,7%, di cui il 54,8% erogato a uomini), seguite da quelle ai superstiti (24,5%, con il 13,6% a uomini) e da quelle di invalidita' previdenziale (4,9%, con il 59,1% a uomini). Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite prevalentemente da trattamenti di invalidita' civile (79,3%, con il 42,3% a uomini), mentre il restante 20,7% e' rappresentato da pensioni e assegni sociali (38,2% a uomini).

Dal punto di vista territoriale, il 47,8% delle pensioni e' erogato nel Nord Italia, il 30,9% nel Sud e Isole e il 19,3% nel Centro, mentre l'1,8% e' destinato a residenti all'estero. In termini di importi, la distribuzione territoriale dei residenti in Italia risulta pari al 51,6% nel Nord, 27,6% nel Sud e Isole, 20,8% nel Centro.

Sotto il profilo anagrafico, l'eta' media dei pensionati e' pari a 74,3 anni, con una differenza tra i due generi di 4,4 anni (71,9 per gli uomini e 76,3 per le donne).

Per quanto riguarda gli importi, si registra una forte concentrazione delle pensioni nella classe di importo piu' bassa (inferiore a 750 euro mensili), che interessa il 36% degli uomini e il 54% delle donne, evidenziando un significativo divario di genere. In questa classe si collocano circa 9,7 milioni di pensioni; tuttavia, solo il 42,2% risulta associato a prestazioni legate a bassi requisiti reddituali, come l'integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e le pensioni o assegni sociali. Per quanto riguarda invece le pensioni di vecchiaia maschili, quasi la meta' (48,2%) si concentra nella fascia compresa tra 1.500 e 3.000 euro mensili, indicando una distribuzione degli importi mediamente piu' elevata rispetto a quella femminile.

Tra le pensioni previdenziali di nuova liquidazione, il 62,3% e' costituito da pensioni di vecchiaia (56,5% a uomini), il 29,1% da pensioni ai superstiti (20,3% a uomini) e l'8,6% da pensioni di invalidita' previdenziale (64,0% a uomini). Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, il 92,1% delle nuove liquidazioni e' costituito da trattamenti di invalidita' civile (42,7% a uomini), mentre gli assegni sociali rappresentano il restante 7,9% (42,0% a uomini).

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