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Infrastrutture: PwC, spesa globale a 6.900 mld$ al 2050, Italia +20% a 61 mld -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 apr - Il mercato infrastrutturale italiano, che come detto ha raggiunto i 50 miliardi di dollari nel 2024, e' il quarto in Europa e sedicesimo al mondo. Al 2050, tuttavia, nonostante la crescita attesa, le quote regionali scenderanno al 6,7% e globali allo 0,9%, con l'Italia che retrocedera' al sesto posto in Europa e al diciannovesimo globale. Questi dati emergono da un'analisi sulle tendenze infrastrutturali, che evidenzia come debito pubblico lordo al 149% del Pil, il secondo piu' alto in Europa, e consolidamento fiscale limiteranno la spesa pubblica. Nonostante cio', le priorita' italiane sono allineate agli obiettivi Ue e Nato, con enfasi su trasporti, energia e difesa. Le proiezioni a lungo termine spiegano queste traiettorie: il Pil italiano crescera' del 9% tra il 2024 e 2050 (Cagr 0,3%), un ritmo inferiore alla media europea (1,3%) e globale (1,9%), riflettendo produttivita' stagnante e bassa crescita demografica. La popolazione diminuira' del 6% (Cagr -0,2%), contro crescite medie di 0,1% regionale e 0,4% globale, con un invecchiamento accelerato che spostera' risorse verso welfare e sanita'. Le infrastrutture di trasporto guideranno la spesa totale, con 663 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2050, pari al 45% del totale. Seguira' il settore energetico, con 250 miliardi di dollari nello stesso periodo e le infrastrutture di difesa, con 112 miliardi. Insieme, questi tre settori rappresenteranno il 69% della spesa infrastrutturale italiana fino al 2050, mentre il resto rimarra' pari o inferiore al 10%. Tra gli altri, le infrastrutture sociali saranno le seconde per dimensione, con 99 miliardi di dollari, seguite da digitale (94 miliardi), agricoltura (88 miliardi), acqua (80 miliardi), industriale (67 miliardi) e risorse (24 miliardi) nello stesso arco temporale. A livello di crescita annuale, spicca la difesa: +366% tra il 2024 e il 2050, passando da 1,1 a 5,2 miliardi. Questa accelerazione riflette gli obiettivi Nato di allocare l'1,5% del Pil a infrastrutture critiche, difesa delle reti e altre spese indirette non legate a equipaggiamenti entro il 2035, rendendola il settore con l'incremento piu' rapido. Al secondo posto, l'energia crescera' dell'88%, da 5,9 a 11 miliardi annui entro il 2050. Seguiranno le infrastrutture sociali, con un +41% a 4,4 miliardi, spinte da una demografia invecchiata. Nei trasporti l'aumento sara' piu' moderato, dell'8% rispetto ai livelli attuali. Al contrario, caleranno digitale (-12%), agricoltura (-9%), acqua (-28%) e risorse (-39%) entro il 2050.

Ars.

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