Industria: la scommessa del 'buy european' temperato, difendere la Ue tenendo mercati aperti -3-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 4 mar - Nello specifico vengono introdotti requisiti a basse emissioni di carbonio per l'acciaio utilizzato nel settore automobilistico e nell'edilizia, mentre i requisiti "Made in EU" e a basse emissioni di carbonio si applicano al cemento utilizzato nell'edilizia e all'alluminio utilizzato nel settore automobilistico e nell'edilizia, quando soggetti ad appalti pubblici e altre forme di intervento pubblico. Per le tecnologie a zero emissioni nette, la legge introduce requisiti "Made in EU" per batterie, sistemi di accumulo di energia a batteria, solare fotovoltaico, pompe di calore, energia eolica, elettrolizzatori e tecnologie nucleari, quando soggetti a determinate procedure di appalto pubblico, aste e regimi di sostegno. I settori coinvolti sono strategicamente importanti per l'economia e affrontano attualmente forti pressioni competitive e strutturali, sono essenziali, dice la Commissione, per la transizione pulita e vitali per le industrie a valle come l'edilizia, la mobilita', i sistemi energetici e la difesa. Allo stesso tempo, 'si devono affrontare un calo della produzione in Europa, investimenti piu' lenti per la decarbonizzazione e una crescente concorrenza globale e distorsioni del mercato, come sussidi sleali, in mercati sempre piu' concentrati al di fuori dell'Unione europea'.
Si e' discusso molto in questi mesi dell'applicazione di una unica soglia uniforme di "contenuto europeo" a tutte le tecnologie a zero emissioni nette: anche su questo ci sono stati dissensi sia tra gli Stati membri che a Bruxelles. La scelta di compromesso e' stata la tipizzazione dei requisiti da rapportare alla struttura specifica, alla maturita' e alle dipendenze dall'esterno di ciascun settore. Secondo Bruxelles 'tale approccio consente di aumentare gradualmente la quota di componenti di produzione europea laddove e' piu' efficace e realistico, garantisce che l'intervento sia proporzionato e mirato laddove puo' garantire la massima resilienza e il massimo ritorno economico'.
Le aziende dei Paesi non Ue che offrono alle aziende Ue accesso ai loro mercati beneficeranno di un trattamento paragonabile a quello riservato ai contenuti di origine Ue.
Questo vuol dire, spiega la Commissione, che 'i requisiti Made in EU non limitano l'accesso al mercato o la scelta dei consumatori, ma garantiscono che il denaro dei contribuenti vada a beneficio delle aziende e dei lavoratori europei'.
Per quanto concerne le procedure di autorizzazione per i progetti di produzione industriale si prevedono tempi massimi di 18 mesi; gli Stati definiranno 'aree di accelerazione industriale' per incoraggiare la creazione di 'cluster' manifatturieri strategici. Beneficeranno di autorizzazioni piu' rapide, di un migliore coordinamento e di un migliore accesso alle infrastrutture, ai finanziamenti e agli ecosistemi di competenze. L'obiettivo e' creare poli industriali competitivi che attraggano investimenti, facilitino la decarbonizzazione e rafforzino la resilienza della catena di approvvigionamento.
I vincoli per gli investitori esteri per progetti superiori a cento milioni di euro riguardano la produzione di veicoli elettrici, batterie, energia solare e materie prime essenziali.
Antonio Pollio Salimbeni - Aps.
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