Hormuz: non solo oil, con stop a export fertilizzanti, rischio grave crisi umanitaria - FOCUS
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 apr - La chiusura de facto dello Stretto di Hormuz non sta colpendo solo il petrolio, ma sta aprendo una crisi potenzialmente ancora piu' grave: quella dei fertilizzanti, con implicazioni dirette sulla sicurezza alimentare globale. Lo stretto, snodo cruciale per i commerci internazionali, non e' solo il passaggio di circa un quarto del petrolio mondiale, ma anche di una quota enorme delle materie prime agricole. Secondo le Nazioni Unite, infatti, circa il 30% del commercio globale di fertilizzanti passa attraverso lo stretto riflettendo l'importanza del Golfo Persico come hub fondamentale per il settore. La regione esporta circa il 35% dell'urea mondiale, uno dei principali fertilizzanti azotati, e una quota rilevante di ammoniaca, fosfati e zolfo. Quest'ultimo e' un elemento chiave per la produzione di fertilizzanti fosfatici e circa il 45% del commercio globale di zolfo e' legato all'area. La guerra e le tensioni nello stretto stanno gia' provocando un crollo dei flussi tanto che secondo alcune rilevazioni le esportazioni di fertilizzanti dal Golfo si sono dimezzate nelle prime settimane del conflitto. Gli effetti sui prezzi sono gia' evidenti e gli analisti segnalano che la scarsita' di fertilizzanti potrebbe tradursi in un aumento significativo dei costi agricoli e in una riduzione dell'utilizzo da parte degli agricoltori. Il rischio principale e' proprio questo: meno fertilizzanti significa minori rese agricole. Secondo diversi esperti, la riduzione dell'uso di input potrebbe colpire soprattutto colture fondamentali come grano, mais e riso, con effetti a catena sull'intera filiera alimentare globale. L'allarme e' stato lanciato anche da Ma'ximo Torero, capo economista della Fao, che ha parlato di uno dei piu' gravi shock recenti ai flussi di materie prime agricole, con "implicazioni significative per la sicurezza alimentare globale". A essere piu' esposti sono i Paesi importatori, in particolare in Africa e Asia. Molte economie emergenti dipendono in larga misura dai fertilizzanti del Golfo e hanno margini fiscali limitati per assorbire l'aumento dei prezzi. In alcuni casi, le rotte commerciali sono gia' quasi paralizzate: fino all'86% delle navi dirette verso l'Africa orientale con fertilizzanti ha interrotto le operazioni. Il problema si inserisce in un contesto gia' fragile. I fertilizzanti sono alla base di circa meta' della produzione alimentare globale, e ogni shock alla loro disponibilita' si traduce rapidamente in pressioni sui prezzi del cibo. Un'interruzione prolungata potrebbe portare a un aumento dei prezzi alimentari a doppia cifra e a nuove crisi umanitarie, soprattutto nei Paesi piu' poveri. Alcuni governi stanno gia' intervenendo: la Cina, ad esempio, ha iniziato a rilasciare riserve strategiche di fertilizzanti per contenere gli effetti della crisi. Mentre l'attenzione mediatica resta dunque concentrata sul petrolio, il vero shock sistemico potrebbe arrivare dall'agricoltura.
Lo Stretto di Hormuz si conferma cosi' non solo un punto di strozzatura per l'energia, ma anche uno snodo critico per la sicurezza alimentare globale, con il rischio concreto di trasformare una crisi geopolitica in una crisi umanitaria su larga scala.
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(RADIOCOR) 04-04-26 12:54:40 (0267) 5 NNNN