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Frame Am: comitato bancario Senato Usa, forse il vero market mover della settimana- PAROLA AL MERCATO

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 apr - Abbiamo scelto di rimanere agnostici - cosa che facciamo ormai da tempo - perche' la storia insegna quanto sia diventato inutile cercare di prevedere l'andamento dei mercati basandosi sull'intuito. Meglio restare ancorati a portafogli ben diversificati e intervenire solo quando si creano opportunita' oggettive, in presenza di movimenti significativi che alterano i pesi nell'asset allocation.

Per essere chiari: chi negli ultimi trenta giorni si e' fatto guidare dal panico o dall'euforia, comprando o vendendo asset nel tentativo di anticipare il mercato - a meno di non conoscere in anticipo i tweet del presidente americano - probabilmente ha ottenuto risultati peggiori rispetto a chi e' rimasto fermo. Basti pensare ai movimenti quasi da 'meme stock' registrati anche su titoli enormi e liquidi, come quelli legati ai metalli preziosi o alle blue chip.

Ma cosa ha alimentato l'ultimo rally dello S&P 500? Il mercato ha chiuso la settimana in forte rialzo, basandosi piu' su aspettative che su fatti concreti. Gli investitori hanno prezzato uno scenario estremamente positivo ('Goldilocks'): riapertura stabile dello Stretto di Hormuz, possibile accordo USA-Iran, calo dei prezzi dell'energia e riduzione dei tassi.

Tuttavia, queste aspettative derivavano da dichiarazioni non confermate. Venerdi', esponenti statunitensi (in particolare Trump) hanno parlato di collaborazione con l'Iran e persino di un impegno a non chiudere piu' lo stretto e a fermare il programma nucleare - affermazioni mai validate da Teheran.

Nella notte tra venerdi' e sabato, l'Iran ha smentito tutto e la situazione e' rapidamente peggiorata: lo stretto e' stato nuovamente chiuso e si sono verificati attacchi a petroliere.

In sintesi: il mercato ha prezzato un accordo inesistente.

Gli Stati Uniti potrebbero aver anticipato le comunicazioni per influenzare i negoziati, mentre l'Iran ha reagito negando. Risultato: narrativa crollata, credibilita' ridotta e rischio geopolitico tornato elevato.

La conclusione e' chiara: il rally si basava su aspettative fragili e, quando queste si scontrano con la realta', il repricing puo' essere rapido e violento.

Da qui, ancora una volta, il consiglio e' di non farsi guidare dall'intuito, ma di restare razionali e coerenti. Se per un investitore il tech americano era interessante tre mesi fa, quando i multipli erano piu' alti, perche' venderlo oggi? Oppure perche' eliminare l'oro dalla propria asset asset allocation ora che quota circa 4.800 dollari l'oncia, quando a inizio anno veniva acquistato con entusiasmo a 5.300? In sintesi: questa ripresa a 'V', che pochi avevano previsto, va maneggiata con estrema cautela. Questa settimana sara' cruciale, non solo per le trattative geopolitiche che dovranno necessariamente riprendere, ma anche per cio' che accadra' alla Fed.

In questo contesto, l'ultimo sondaggio di Polymarket sull'audizione di Kevin Warsh apre scenari inattesi: la probabilita' che Jerome Powell lasci alla naturale scadenza del mandato (30 maggio) e' solo del 31%, mentre quella che il successore entri in carica entro il 15 maggio e' scesa al 40%, minimo storico per questo tipo di previsione.

Numeri piuttosto bassi per quello che dovrebbe essere un passaggio formale. Attenzione quindi a quanto accadra' martedi' prossimo al Comitato bancario del Senato USA: piu' che Casa Bianca, Hormuz o tweet, potrebbe essere questo il vero market mover.

"Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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Red-

(RADIOCOR) 20-04-26 13:28:36 (0331) 5 NNNN

 


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