Fmi: ora piu' rischi di peggioramento per l'economia europea -3-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 5 mag - In ogni caso al centro del messaggio dei rappresentanti del dipartimento Europa del Fondo monetario internazionale c'e' il mantenimento del controllo sull'andamento delle finanze pubbliche. A proposito delle richieste di ulteriore flessibilita' delle regole di bilancio hanno indicato che nella fase attuale ci sono strumenti e spazi per fronteggiare la situazione. Certo ci sono le clausole del nuovo patto di stabilita' ma per il Fmi la fase non e' ancora giunta a un livello critico che imporrebbe di farvi ricorso (la clausola nazionale e' stata utilizzata per le spese per la difesa, per la sospensione delle regole di bilancio occorre che la Ue o l'Eurozona si trovino in recessione).
Tuttavia ci si trova sul crinale. Da tutti i vertici e da tutte le riunioni ad alto livelli Ue di questi tempi emerge sempre la stessa sensazione: man mano che passano i giorni e lo stretto di Hormuz continua a essere bloccato, la guerra all'Iran non trova una soluzione diplomatica, si rafforza la convinzione che si sia gia' avviata a una dinamica negativa i cui effetti dureranno a lungo. Le analisi e le parole dell'oggi, potrebbero non valere piu' l'indomani.
Il Fondo monetario guarda oltre il breve periodo e consiglia di rafforzare il mercato interno europeo, la vera leva di slancio economico per l'Europa. Il tema dei mercati finanziari frammentati e' sempre all'ordine del giorno: il Fmi parla della necessita' di una migliore integrazione tra banche e mercati dei capitali, la frammentazione riguarda il settore bancario, i mercati azionari pubblici e il capitale di rischio, l'attivita' bancaria transfrontaliera e' ancora molto limitata, anche considerando i prestiti erogati tramite filiali e succursali; i mercati azionari pubblici sono frammentati a causa della proliferazione di sedi di quotazione, negoziazione, compensazione e regolamento; il capitale di rischio raggiunge un numero di imprese giovani e innovative di gran lunga inferiore rispetto agli Stati Uniti'.
Con una maggiore integrazione 'le imprese piu' produttive europee non avranno accesso al capitale necessario per espandersi, svilupperanno anche una maggiore resilienza.
Portafogli piu' diversificati e maggiori flussi finanziari transfrontalieri ridurranno l'esposizione quando gli choc esterni colpiranno i paesi membri in misura diversa' (sta accadendo anche in questa fase).
I ministri finanziari ne hanno discusso oggi all'Ecofin: al centro del confronto la proposta di vigilanza centralizzata dei mercati finanziari. Restano le divisioni di sempre tra chi difende lo stesso schema deciso e praticato nel settore bancario con la supervisione sotto egida Bce, e chi resiste nella difesa di un certo ruolo della supervisione nazionale.
Si vuole trovare una posizione comune entro l'estate per poi chiudere questa partita entro l'anno. Non sara' facile.
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 05-05-26 16:53:54 (0605) 5 NNNN