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Fmi: ora piu' rischi di peggioramento per l'economia europea -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 5 mag - Nell'analisi del Fondo monetario viene indicato che lo choc inflazionistico sta mettendo a dura prova le banche centrali: le attese di aumento dei prezzi a breve termine sono piu' evidenti, il problema e' che non si sa quanto lo choc durera'. Ma sono messi a dura prova anche i governi, che non sono in grado di valutare come deve essere calibrato l'intervento pubblico e quanto dovra' durare. Per ora le banche centrali, Bce compresa, hanno preso tempo, tuttavia 'se dovessero emergere segnali di un aumento significativo dell'inflazione di base e le aspettative dovessero iniziare a discostarsi dall'obiettivo, sara' necessario un intervento di politica monetaria'. Cioe' una stretta dei tassi.

In un contesto in cui i paesi europei si trovano con posizioni di bilancio diverse, se non opposte (chi ha un margine di manovra ampio con basso indebitamento, chi ha un debito elevato con un certo margine di manovra e chi ha un debito elevato senza tale margine), dice il Fondo monetario, la Ue 'puo' svolgere un ruolo importante in questo contesto'.

Si parla di un 'bilancio Ue piu' ampio incentrato sulla fornitura congiunta di beni pubblici europei - difesa, ricerca e sviluppo e investimenti nel settore energetico -, che potrebbe ridurre gli oneri finanziari dei singoli paesi, migliorando al contempo il coordinamento e l'efficienza dei costi. Cio' potrebbe essere particolarmente importante qualora l'Europa si trovasse ad affrontare uno scenario di grave crisi'. Pero', va ricordato, il bilancio Ue e' di volume assai limitato, poco piu' dell'1% del reddito nazionale lordo dei 27.

E' 'comprensibile' che i governi stiano agendo per dare sollievo a famiglie e imprese in difficolta', pero' il Fmi ritiene che troppe delle misure annunciate stanno distorcendo i prezzi di mercato dell'energia trattandosi di interventi per lo piu' basati sulla tassazione, con circa tre quarti dei paesi europei che prevedono adeguamenti delle accise sui carburanti. 'Le politiche che sopprimono il segnale del prezzo dell'energia sono altamente problematiche, poiche' riducono l'incentivo a diminuire il consumo di energia, migliorare l'efficienza e investire in alternative. Cio' rallenta il necessario adeguamento a un'offerta limitata'. E' questo il contesto che rende necessario che l'Europa 'mantenga la rotta e adotti politiche per aumentare la sicurezza energetica'. Per il Fm 'abbandonare il sistema Ets minaccerebbe i progressi compiuti verso l'utilizzo delle energie rinnovabili'.

Ci sono altre cose che il Fmi invita a non fare perche' controproducenti. Per esempio 'un semplice allentamento delle norme sulle fusioni puo' rivelarsi controproducente se le barriere commerciali e della concorrenza in tutta Europa rimangono in vigore, puo' semplicemente aumentare il potere di mercato delle imprese dominanti nei mercati nazionali ancora segmentati. Un mercato unico meglio integrato, tuttavia, consentirebbe di raggiungere economie di scala senza sacrificare la contendibilita' del mercato'. E le politiche industriali nazionali non coordinate non produrranno i risultati sperati a causa delle ampie ricadute negative che hanno altrove.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 05-05-26 16:37:59 (0595) 5 NNNN

 


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