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Export: CsC, con dazi Usa a rischio 16 mld, strategia e' diversificare

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mar - L'effetto negativo dei dazi Usa e' gia' ben visibile a fine 2025 in molti comparti: alimentari e bevande, carta e stampa, metalli e prodotti metallici (colpiti da dazi al 50% su acciaio, alluminio e rame), apparecchi elettrici e mobili registrano tutti cali a doppia cifra nelle vendite verso gli Usa. E' quanto emerge dal rapporto di previsione Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria, le cui stime indicano che, nell'ipotesi in cui la struttura dei dazi Usa rimanga quella delineata dagli accordi bilaterali con l'Unione europea, le perdite per l'export italiano potrebbero superare i 16 miliardi di euro nel medio periodo, rispetto a uno scenario senza tariffe. In ogni caso, l'impatto dei dazi tendera' ad ampliarsi nel tempo: da un lato aumentera' la possibilita' che gli acquirenti statunitensi trovino fornitori alternativi (minore in caso di prodotti di alta qualita' come quelli italiani), dall'altro crescera' la capacita' delle imprese italiane di riorientare le vendite su altri mercati. Ogni anno circa l'8% dei prodotti italiani cambia destinazione (6% per la Germania), e questa forza va sostenuta, anche per evitare di creare o rafforzare dipendenze da singoli Paesi.

In questo senso e' fondamentale puntare sui nuovi accordi commerciali con partner strategici, applicando quelli con il Mercosur, con il Messico e con l'Indonesia e concludendo quello con l'India.

Fla-.

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