Europa: dopo Chernobyl non tutti Paesi si comportano ugualmente, il caso Bulgaria
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 mag - Nell'era post Chernobyl non tutti i Paesi dell'Ue si comportano allo stesso modo. E la Bulgaria, 'sebbene si sia classificata solo all'ottavo posto tra i paesi piu' colpiti dalle radiazioni, ha registrato il piu' alto tasso di tumori alla tiroide nei bambini al di fuori dell'Unione Sovietica'. E' quanto ricostruisce un servizio pubblicato su der standard nell'ambito del progetto internazionale PULSE.
'Dopo l'incidente di Chernobyl, le informazioni nei paesi del blocco orientale furono attentamente filtrate per minimizzare i rischi percepiti del disastro, preservando al contempo la reputazione dell'URSS. In Cecoslovacchia, ad esempio, la parola "catastrofe" fu deliberatamente evitata nelle fasi iniziali - si legge nel servizio -. I rapporti ufficiali enfatizzavano la competenza e le gesta eroiche dei sovietici, il rapido contenimento dell'epidemia e la presunta esagerazione degli eventi da parte dei "media imperialisti occidentali". Ciononostante, la Bulgaria si distingue come il paese in cui l'informazione e' stata maggiormente censurata e non sono state adottate misure significative'.
Il servizio prosegue: 'Il fisico nucleare Georgi Kashiev, che lavorava presso la centrale nucleare di Kozloduy, nella Bulgaria nord-occidentale, ricorda vividamente quei giorni - ricostruisce ancora -: "L'unica informazione che ricevemmo fu che c'era stato un incendio a Chernobyl e che era stato spento". Tuttavia, grazie a una grande antenna installata sul suo edificio, Kashiev riusci' a ricevere le trasmissioni televisive jugoslave'.
Col - Mad.
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