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Eurogruppo: Bce, banche resilienti ma massima attenzione, cambiato contesto di rischio -2-

Buch ribadisce no alla riduzione dei requisiti patrimoniali (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 4 mag - La Bce indica che 'il rischio di credito potrebbe aumentare: le banche dell'area euro hanno un'esposizione diretta relativamente modesta ai paesi della regione in conflitto, tuttavia gli effetti indiretti della guerra potrebbero essere piu' consistenti e la loro gravita' dipende in larga misura dalla sua durata. La qualita' del credito potrebbe deteriorarsi nei settori ad alta intensita' energetica come l'industria manifatturiera e i trasporti. In uno scenario avverso, una crescita piu' debole e un'inflazione piu' elevata potrebbero compromettere la capacita' di servizio del debito dei mutuatari, portando a un accumulo di crediti deteriorati nei bilanci delle banche'.

Poi, l'aumento delle tensioni geopolitiche potrebbe innescare forti oscillazioni dei prezzi in tutte le classi di attivita' e causare periodi di illiquidita' del mercato. Per le banche che dipendono fortemente dai finanziamenti all'ingrosso, la volatilita' del mercato potrebbe diventare una fonte di vulnerabilita'. Piu' in generale, l'elevata incertezza potrebbe aumentare il rischio di credito della controparte, perturbare il funzionamento del mercato e inasprire le condizioni di finanziamento per le banche. Le vulnerabilita' degli istituti finanziari non bancari e dei mercati del credito privati interconnessi con le banche potrebbero ulteriormente amplificare questi rischi.

Buch sottolinea che il settore bancario dell'area dell'euro rimane ben capitalizzato, con le principali banche che nel 2025 hanno registrato un coefficiente Common Equity Tier 1 aggregato di circa il 16% e un coefficiente di leva finanziaria leggermente inferiore al 6%. Le banche stanno rispettando agevolmente le nuove norme patrimoniali previste dal Regolamento rivisto sui requisiti patrimoniali che attua Basilea 3 ed e' entrato in vigore nel 2025: grazie ad accordi di transizione graduale, accantonamenti temporanei e adeguamenti di bilancio delle banche, il passaggio alle nuove norme ha lasciato i requisiti patrimoniali delle banche praticamente invariati. Inoltre, la posizione di liquidita' rimane solida, superando i requisiti minimi di regolamentazione.

La resilienza operativa del settore bancario europeo continua a essere messa alla prova da un contesto di minacce informatiche elevato e in continua evoluzione, derivante da sviluppi geopolitici e rapidi cambiamenti tecnologici.

La Bce indica che 'finora gli effetti delle perturbazioni geopolitiche non si sono ancora materializzati nei bilanci delle banche e i crediti deteriorati rimangono relativamente bassi, ma le condizioni favorevoli nel settore bancario non sono motivo di compiacimento. Le banche devono rimanere preparate a scenari in cui il contesto si deteriora bruscamente, soprattutto perche' la politica fiscale ha una capacita' limitata di attutire gli choc e quindi proteggere i bilanci delle banche'.

La redditivita' e' rimasta solida per tutto il 2025, con un ritorno sul capitale proprio intorno al 10%. Il coefficiente di copertura della liquidita' e il coefficiente di finanziamento stabile netto per gli istituti significativi si attestavano rispettivamente al 159% e al 127%a livello aggregato nel 2025.

Buch ha ribadito le posizioni Bce sull'attuazione dei requisiti di Basilea 3. La Bce segnala che 'le differenze tra le varie giurisdizioni hanno indotto il settore bancario a rinnovare le richieste di requisiti patrimoniali piu' bassi in Europa, sostenendo che e' necessario un contesto equo per preservare la competitivita' delle banche e liberare capacita' di bilancio da destinare ai prestiti per l'economia. Tuttavia, requisiti patrimoniali piu' bassi non raggiungerebbero nessuno di questi obiettivi. Al contrario, aumenterebbero la fragilita', ridurrebbero le possibilita' di cooperazione internazionale. Gli standard globali, concordati sotto l'egida di organismi internazionali di normazione, sono - e rimarranno - un pilastro fondamentale del nostro lavoro.

Dobbiamo preservare un quadro solido e proporzionato che tuteli la stabilita' finanziaria e protegga le banche europee da potenziali ricadute provenienti dall'esterno dell'Unione Europea o dal settore bancario'.

Inoltre, 'requisiti patrimoniali inferiori metterebbero a rischio la resilienza del settore bancario dell'area euro. Le banche devono essere sufficientemente capitalizzate per concedere prestiti all'economia e assorbire potenziali perdite senza interrompere il flusso del credito. Abbassare i requisiti patrimoniali non garantirebbe maggiori prestiti.

Piuttosto, indebolirebbe la capacita' delle banche di mantenere il flusso di credito nei periodi di crisi, proprio quando il sostegno all'economia e' piu' necessario'.

Attualmente le banche 'dispongono di capitale sufficiente per prestare all'economia, ma l'aumento dei rischi, la minore tolleranza al rischio e la debole domanda di prestiti impediscono all'offerta di credito di espandersi piu' rapidamente. In questa situazione, abbassare i requisiti patrimoniali potrebbe semplicemente tradursi in maggiori distribuzioni agli azionisti anziche' in maggiori prestiti a imprese e famiglie'.

Aps.

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