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Energia: Orsini, guerra Iran non sara' rapida, sospendere subito Ets, poi rimodularlo -2-

Se guerra continua agire collettivamente con debito comune (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 19 mar - Orsini parla della necessita' di 'vero cambio di passo della Ue' perche' a fronte di Usa e Cina che stanno giocando la loro partita globale, 'l'Europa sta facendo solo d'arbito con il fischietto, con piu' regole e cio' penalizza l'industria'.

Sono gli stessi dati della Commissione a indicare che ci si trova in una effettiva emergenza: l'Europa ha aumentato le importazioni dalla Cina de 32% nel 2025 e cio' ha implicato un milione di posti di lavoro in meno. 'Questo andamento sta continuando, la deindustrializzazione dell'Europa non si ferma', l'industria europea rischia di essere un museo se non lo e' gia'.

Per il presidente di Confindustria il momento e' simile a quello vissuto per la pandemia. I tre conflitti (Ucraina, Gaza, Iran) stanno pesando molto sul piano umano come sul piano economico. 'Dallo stretto di Hormuz passa un quarto del petrolio e del gas trasportato, proviene il 70% del combustibile per gli aeroplani, le difficolta' aumentano'.

Sono i costi dell'energia che stanno aumentando gli svantaggi competitivi tra Europa e altre aree del mondo e aggravato i divari all'interno stesso della Ue. 'L'energia ci preoccupa e non da oggi: con la guerra all'Iran c'e' stato un aumento del prezzo del gas per megawattora del 60%', dice Orsini. Non si puo' procedere ognuno per se' solo perche' 'si ha la capacita' di farlo come la Germania, che l'anno scorso ha messo sul tavolo 26 miliardi l'anno per intervenire anche sul prezzo dell'energia; la Francia ha messo un 'cap' al prezzo del gas; in Spagna il prezzo medio e' stato di 40 euro per megawattora. Come possiamo noi italiani competere (con prezzi del gas che gia' l'anno scorso hanno toccato punte di 140 euro per MWh) quando il costo dell'energia e' al primo posto tra i costi di produzione? Pensare che i Paesi possano andare avanti da soli e' miope'.

Adesso 'occorre agire in fretta, e' in gioco la competitivita' dell'industria e la stessa coesione sociale, dobbiamo fare come durante il Covid, se la guerra continua abbiamo bisogno di debito comune, non possiamo sostenere i paesi (solo) con gli aiuti di Stato perche' significherebbe aumentare il 'gap' tra l'Italia e gli altri Paesi: la verita' e' che ancora la volonta' di affermare una responsabilita' comune dei vari Paesi ancora non c'e'. Di qui il nostro appello alla responsabilita' collettiva'.

Aps

(RADIOCOR) 19-03-26 13:10:58 (0364) 5 NNNN

 


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