Dazi: Vavassori (Anfia), annuncio Trump su auto Ue assolutamente ingiustificato - INTERVISTA -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 mag - Per il comparto automotive italiano si rischiano 'due effetti principali', il primo indiretto 'che complica la vita alle esportazioni della componentistica italiana, soprattutto premium, che vedono nella Germania il loro mercato di elezione', mentre 'l'effetto diretto riguarda i veicoli completi e quelli piu' visibili sono i gioielli della Motor Valley', anche se nei mesi scorsi hanno dimostrato 'di aver retto bene il colpo' grazie alla loro capacita' di fare leva sul prezzo al consumatore finale. 'Certo non ci voleva la crisi dello Stretto di Hormuz', ha continuato Vavassori, ricordando come il 'Medio Oriente sia mercato di sbocco importante per i prodotti di fascia alta italiani'. Ad ogni modo, ha ribadito il presidente di Anfia, 'restiamo fortemente contrari' all'innalzamento di misure protezionistiche. Alla luce del fatto che quelli di Trump al momento sono annunci, non ci sono nuove stime sull'impatto economico della misura "minacciata", tuttavia, ha ricordato Vavassori, 'con la prima bordata avevamo parlato di un possibile effetto di alcune centinaia di milioni di euro sui 55 miliardi di valore della componentistica italiana', spiegando che gia' 'negli ultimi 4 anni, come effetto del piano Ira di Biden, diversi produttori europei hanno previsto o gia' realizzato un aumento di produzione negli Usa e da li' riesportano: per esempio molti Suv tedeschi sono realizzati negli Usa'. Ad ogni modo, 'questo inasprimento dei dazi speriamo non avvenga e che al massimo sia temporaneo, anche perche' qualsiasi misura non giustificherebbe un aumento ulteriore di produzione su suolo americano, e' un mercato saturo e non in espansione almeno nei prossimi cinque anni'.
Su come reagire alle minacce di Trump, Vavassori ha evidenziato che 'una misura che risponda agli Usa non ha efficacia solo se limitata al nostro settore, bisogna reagire a livello europeo e in modo allargato su piu' settori'.
Considerando che in Ue non e' ancora entrato in vigore l'accordo commerciale del luglio scorso, quando 'noi compriamo grandi quantita' di Gnl dagli Stati Uniti, c'e' da rilevare che ancora una volta la lentezza europea si scontra con la dinamica veloce che gira intorno all'Europa: dobbiamo darci una mossa applicando almeno in parte i rapporti Draghi e Letta'. La responsabilita' della lentezza europea, comunque, ha specificato Vavassori, non e' solo della Commissione Ue ma anche degli Stati membri: 'E' al 50 e 50 tra Commissione e Stati, da una parte la Commissione ha le sue lungaggini burocratiche ma sono anche gli Stati membri che non danno possibilita' alla Commissione di agire rapidamente', prendendo di volta in volta posizioni a favore o di contrarieta' ad alcuni provvedimenti. 'Il Governo italiano fa da mediatore, cercando anche alleanze alternative con altri paesi produttori di auto come la Polonia, ma non basta, dobbiamo includere in questi accordi almeno Germania e Francia'.
Fla-
(RADIOCOR) 04-05-26 15:54:43 (0434) 5 NNNN