Cuba: ministro Esteri critica Kallas (Ue), non riconosce che causa crisi sono Usa
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mag - "Non riconoscere che la punizione collettiva illegale, crudele e ingiusta che il governo degli Stati Uniti impone al popolo cubano costituisce la causa principale della difficile situazione che i cubani vivono oggi" e' un'azione "priva di ogni obiettivita' e rivela un chiaro doppio standard". E' quanto ha scritto X il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, rispondendo alle dichiarazioni della responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, sulla crisi economica ed energetica che sta attraversando l'isola, sotto la crescente pressione degli Stati Uniti. La scorsa settimana, durante una conferenza stampa a Citta' del Messico, l'Alta rappresentate dell'Ue per gli affari esteri ha chiesto la fine del "controllo" sulla popolazione dell'isola. 'Dopo decenni di cattiva gestione e repressione politica, la crisi economica a Cuba sta raggiungendo un vero e proprio punto di rottura. Il popolo cubano merita opportunita' e liberta', e non piu' controllo e isolamento', ha detto. La dichiarazione non e' stata pero' apprezzata dai vertici del governo dell'isola. "Le trasformazioni sovrane e profonde che Cuba ha vissuto negli ultimi decenni, godendo di un ampio consenso popolare, sono affari nostri interni', ha ribadito il ministro degli Esteri, criticando Kallas per non aver espresso "preoccupazione" o "sostegno alle numerose imprese e ai cittadini europei che sono minacciati e penalizzati dalle recenti misure statunitensi'. Cuba, sotto embargo statunitense dal 1962, attraversa da diversi anni una forte crisi economica, aggravata da diversi mesi dal blocco petrolifero imposto da Washington e da altre sanzioni economiche americane. L'Unione europea e' legata al Paese da un Accordo di dialogo politico e cooperazione dal 2017.
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(RADIOCOR) 25-05-26 16:23:08 (0368) 5 NNNN