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Casa: a Milano 60% del reddito per abitazione e trasporti

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 26 apr - Chi vive a Milano arriva a spendere fino al 60% del suo reddito per casa e trasporti. Una forbice che si allarga ancora e che riguarda l'intera regione urbana, secondo quanto emerge dal terzo rapporto di ricerca di OCA - Osservatorio Casa Abbordabile promosso dal Consorzio Cooperative Lavoratori e LUM in partnership con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano. A Milano citta', l'andamento resta netto: nel 2024, i prezzi di compravendita crescono del 8,5% rispetto all'anno precedente e i canoni di locazione del 6,8%, mentre i salari medi aumentano del 4,2%; una crescita dei salari ancora piu' contenuta al +3,7% per i redditi medio-bassi e +2,6% per i redditi medi della categoria 'impiegati' che complessivamente sono oltre l'85% dei dipendenti privati in citta'. In sostanza, considerando abbordabile per un mutuo una spesa pari al 30% del salario netto, un operaio puo' permettersi a Milano 16 metri quadri, tre metri in meno del 2023, un impiegato 22 metri quadri, quattro in meno, un quadro 41 metri quadri, otto in meno, e un dirigente 90 metri quadri, 17 in meno. Anche a fronte di comuni meno centrali ma con prezzi abbordabili, aggiunge il report, e' la mobilita' privata, soprattutto l'auto, che fa esplodere i costi per i pendolari, che per un salario tipo di 1540euro lordi arrivano da una percentuale tra il 60% e l'80% del reddito.

A crescere anche i contratti transitori per l'affitto: nel 2024 quelli con durata inferiore a un anno arrivano a sfiorare quota 7.000 in un anno (+137% tra 2015 e 2024). Sul fronte delle locazioni brevi turistiche, dopo la stagnazione del periodo Covid, le registrazioni crescono con ritmo sostenuto (+27% nel 2022, +51% nel 2023, +36% nel 2024). Nel 2024 l'offerta ricettiva extralberghiera in citta' supera i 100.000 posti letto (+ 27.000 posti letto in un anno) e assorbe il 42% delle presenze turistiche. In cinque anni, dal 2020 al 2024, la quota di affitti a lungo termine (contratti 4+4 e 3+2) passa dal 66% al 51%, mentre quella delle locazioni temporanee, compresi transitori, studenti e affitti brevi, sale dal 34% al 49%.

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