Bce: dazi Usa ricadono al 95% su imprese e famiglie americane
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 mar - L'inasprimento dei dazi da parte degli Stati Uniti sta incidendo solo marginalmente sui prezzi applicati dagli esportatori esteri, mentre l'onere principale ricade su imprese e consumatori americani. E' quanto emerge da un'analisi della Banca Centrale Europea diffusa in anteprima del bollettino economico atteso per giovedi'. Secondo lo studio, appena il 5% dei maggiori costi legati alle tariffe viene trasferito ai produttori stranieri, mentre il restante 95% e' assorbito lungo la filiera distributiva interna agli Stati Uniti e, in ultima istanza, dai consumatori. Dall'inizio del 2025 Washington ha progressivamente aumentato i dazi, portando l'aliquota media dal 3% al 18,2% a novembre dello stesso anno. Nonostante l'impennata, i prezzi delle importazioni al netto delle tariffe hanno registrato una lieve flessione, a fronte pero' di un calo marcato dei volumi acquistati. Le stime della Bce indicano che un incremento del 10% dei dazi si traduce in un aumento dei prezzi pari al 9,5%, segnalando una limitata capacita' degli esportatori di comprimere i margini per assorbire l'impatto. L'analisi mette in luce anche forti divergenze tra settori. In ambito automobilistico, in particolare, si osserva una riorganizzazione significativa delle catene di approvvigionamento: gli Stati Uniti hanno ridotto la dipendenza da Cina e Unione europea, aumentando il ricorso a forniture da Canada e Messico. Parallelamente, le importazioni di auto da Ue e Giappone risultano in calo sia in termini di quantita' sia di prezzi medi. Attualmente, circa un terzo dei costi derivanti dai dazi e' sostenuto dai consumatori statunitensi. Tuttavia, in uno scenario di mantenimento prolungato delle tariffe, questa quota potrebbe superare la meta', poiche' le imprese vedrebbero ridursi progressivamente la capacita' di assorbire gli oneri aggiuntivi.
Cop
(RADIOCOR) 30-03-26 14:41:20 (0370) 5 NNNN