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Banche: Eba, settore sempre resiliente ma contesto richiede vigilanza costante -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 18 giu - Nel rapporto viene indicato che sebbene l'esposizione diretta delle banche alle regioni colpite dai conflitti geopolitici rimanga limitata, gli effetti indiretti e di secondo livello potrebbero avere implicazioni piu' ampie per i mutuatari, le condizioni di finanziamento e i mercati finanziari.

Il rapporto di primavera fornisce una visione dell'attivita' di prestito delle banche, dell'evoluzione dei bilanci, delle strategie di finanziamento e delle prospettive di redditivita'.

I rischi operativi e informatici rappresentano una preoccupazione fondamentale per il settore bancario: 'La crescente digitalizzazione dei servizi finanziari, la maggiore adozione di tecnologie avanzate, tra cui l'intelligenza artificiale, e un panorama delle minacce informatiche in continua evoluzione, insieme al rapido sviluppo di modelli di intelligenza artificiale sempre piu' sofisticati, potrebbero ulteriormente amplificare i rischi operativi e informatici, anche attraverso nuovi vettori di attacco e il potenziale uso improprio di strumenti basati sull'IA'.

Per l'Eba 'l'interconnessione con gli istituti finanziari non bancari e il settore privato rimane una fonte di preoccupazione: si tratta della 'continua espansione dei mercati del credito privato e la crescente interconnessione tra banche e istituti finanziari non bancari. 'L'esposizione delle banche verso gli istituti finanziari non bancari e' aumentata notevolmente negli ultimi trimestri. Sebbene si stimi che l'esposizione al credito privato sia limitata, essa e' concentrata negli istituti di maggiori dimensioni. Sebbene il credito privato rappresenti un'importante fonte di finanziamento per l'economia reale, la sua espansione richiede un attento monitoraggio, considerati i potenziali canali di trasmissione del rischio attraverso i rapporti di finanziamento, le esposizioni comuni e le pressioni competitive nei mercati del credito'.

Le esposizioni verso gli istituti finanziari non bancari hanno continuato a crescere in modo significativo (+10,4% su base annua nel 2025), evidenziando il ruolo crescente dell'intermediazione non bancaria e la necessita' di monitorare i potenziali canali di contagio tra le banche e il settore finanziario non bancario. I mercati del credito privato continuano a espandersi rapidamente come fonte di finanziamento per le imprese. Si tratta di un mercato per il quale gli indicatori segnalano segnali di stress emergenti in alcuni segmenti a seguito di default di alto profilo alla fine del 2025. L'esposizione delle banche verso fondi di credito privati e gestori patrimoniali correlati, come rilevato dai dati sulle grandi esposizioni, ha raggiunto quasi 150 miliardi di euro a giugno 2025 (0,6% del totale degli attivi), con la quota maggiore detenuta dagli Istituti di rilevanza sistemica. Le esposizioni sono principalmente dirette verso controparti statunitensi, seguite da Lussemburgo, Francia e Svizzera. Second l'Eba 'lo stress nei mercati del credito privato potrebbe ripercuotersi sulle banche attraverso collegamenti di finanziamento, mutuatari comuni, esposizioni patrimoniali correlate e la potenziale migrazione del rischio di credito sui bilanci bancari'.

Nel rapporto si segnala che le banche mantengono aspettative positive in materia di prestiti, in espansione, nonostante gli elevati rischi al ribasso. La crescita e' stata sostenuta da prestiti alle pmi e dal credito al consumo, mentre la crescita dei prestiti alle grandi imprese, dei mutui residenziali e delle esposizioni legate al settore immobiliare commerciale e' rimasta piu' contenuta. Si prevede un'attivita' di prestito crescente nel finanziamento per infrastrutture, difesa e transizione energetica. In particolare si prevede un aumento dei prestiti alle imprese non finanziarie (oltre il 5% nel 2026) superiore a quella dei prestiti alle famiglie (circa 3,5%-4%), crescita trainata dai prestiti transfrontalieri, in particolare in Ue/See (spazio economico europeo). Tuttavia, i dati del primo trimestre mostrano solo una crescita limitata dei prestiti, mentre la crescita del volume delle obbligazioni e' stata piu' significativa.

L'Eba segnala che l'espansione dei portafogli sovrani accresce la sensibilita' agli sviluppi avversi del rischio sovrano, tuttavia 'i portafogli sovrani sono diventati piu' diversificati geograficamente, riducendo la concentrazione nelle esposizioni sovrane nazionali'. Le perdite non realizzate dei portafogli obbligazionari delle banche* detenuti al costo ammortizzato sono diminuite negli ultimi anni a fronte delle variazioni del contesto dei tassi di interesse e si attestano ora intorno ai 25 miliardi di euro, equivalenti a circa 170 punti base del capitale Tier 1.

Aps.

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