AI: Datrix, se aziende non la adottano impatto su occupazione sara' drammatico -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 apr - D: Iniziamo da una domanda oggi ricorrente: dal suo punto di vista, l'adozione dell'AI portera' un impatto negativo sull'occupazione in Italia? R. E' un aspetto di cui si discute tantissimo che spesso ci troviamo ad affrontare. Per la nostra esperienza, i sistemi di AI affiancano e sono governati da team all'interno delle aziende. Uno degli aspetti su cui puntiamo di piu' e' quindi l'upskilling e il reskilling delle risorse interne. L'AI ha l'obiettivo di creare efficienza, che non significa necessariamente ridurre il personale, visto che le aziende sono tipicamente sottostaffate e meno concentrate su attivita' ad alto valore aggiunto, dove possono invece focalizzarsi grazie all'adozione dell'intelligenza artificiale.
D: Come cambiano le strutture aziendali con l'adozione dell'Ai? R. Si tratta di una rivoluzione tecnologica piuttosto importante, ma senza l'innesto di figure specializzate l'utilizzo dell'AI non e' efficace. L'AI, alla fine del percorso, deve portare a un risultato economico: da un lato creare efficienza, dall'altro garantire un'ottica espansiva, ad esempio per acquisire nuovi clienti o aprire nuovi mercati. Sotto questo punto di vista, senza la partecipazione e la collaborazione dei team all'interno delle aziende, questo tipo di attivita' e' impossibile. Lo vediamo soprattutto nell'integrazione dei sistemi nelle attivita' standard delle aziende. Noi abbiamo divisioni che si occupano dell'integrazione dell'AI nelle aziende produttive e nei sistemi produttivi, perche' altrimenti l'AI non si integra in maniera corretta. Se l'integrazione funziona si possono spostare le persone verso attivita' a maggior valore aggiunto.
D. Le Pmi che compongono la maggior parte del tessuto imprenditoriale italiano riescono a stare al passo? R. Oggi l'AI in Italia, secondo gli ultimi dati del Politecnico, e' stata integrata nei sistemi da solo il 7% delle Pmi. Eppure, e' un elemento chiave proprio per le piccole e medie imprese. Dal punto di vista aziendale, le piccole aziende non hanno la possibilita' di accedere alle risorse necessarie per comprendere la complessita' delle normative legate all'uso della nuova tecnologia. Si tratta di una serie di normative collegate, talvolta in contraddizione tra loro.
D: Oltre a quelle per gestire il contesto normativo, ci sono problemi di risorse economiche da reperire per affrontare questa sorta di rivoluzione industriale? R. Occorre investire nell'upskilling e nel reskilling. Le grandi aziende, avendo accesso a molte piu' informazioni e operando in un contesto competitivo, stanno investendo molto nella formazione. Si tratta di una formazione articolata, anche specifica per singole strutture, e c'e' gia' consapevolezza di questa necessita'. Tuttavia, serve il supporto da parte dell'Europa per sostenere al meglio questa transizione a livello globale.
D. Quali sono i settori piu' impattati dall'uso dell'AI ad oggi? R. L'AI riguarda tutti i settori ed e' in questo momento molto invasiva, anche di piu' rispetto alla prima fase della digitalizzazione. Nel retail e nei media le aziende hanno gia' dovuto adeguarsi e in alcuni casi sono stati anche eliminati posti di lavoro. Ma, a differenza di quella fase, oggi l'integrazione e' piu' pervasiva anche nelle singole funzioni aziendali. C'e' una forte domanda anche in settori meno sotto i riflettori, come il travel, incluse piccole catene alberghiere. Nel mondo della produzione l'AI e' presente, mentre il settore finanziario e' il piu' avanzato: le banche sono state le prime a integrare i nuovi sistemi.
Ora la vera sfida e' creare una formazione specializzata per ciascun comparto. E' fondamentale, cioe', adattare l'AI ai contesti specifici delle singole industry.
D. E per le Pmi che gia' stentano a stare al passo? R. Per le Pmi ci sono due soluzioni fondamentali in ottica di formazione. Da un lato, oggi esiste un'offerta articolata, con modalita' che permettono di coinvolgere anche realta' molto piccole. Dall'altro, il consiglio e' puntare sulla formazione on the job. L'imprenditore dovrebbe affrontare la transizione in modo graduale, partendo da attivita' che possano generare valore aggiunto nel minor tempo possibile.
E' un percorso fattibile.
D. Quali sono gli ambiti di applicazione dell'AI piu' interessanti? R. Oggi si parla di AI quasi solo in ottica generativa.
Usiamo i sistemi di AI come utenti e conosciamo quel tipo di ambito. All'interno di una realta' aziendale, pero', la complessita' e' molto piu' ampia. Noi, ad esempio, lavoriamo anche sull'integrazione di sistemi di AI per il risparmio energetico. In questo ambito ci sono aspetti molto importanti, meno impattati dalle normative, perche' non riguardano direttamente i diritti delle persone o dati sensibili, ma ci sono comunque dati da proteggere. Tuttavia, spesso questo ambito non e' al centro dell'attenzione. L'AI si applica anche nei sistemi produttivi e nel mondo della produzione.
D. Il saldo, alla fine, considerate le varie applicazioni dell'AI e' positivo o negativo? R. Il saldo oggi e' positivo, ma c'e' un aspetto da considerare: se le aziende non si adegueranno, inizieranno a perdere competitivita' e l'impatto sull'occupazione della mancata integrazione dell'AI puo' diventare drammatico. Non utilizzare l'AI significa rischiare di rimanere indietro dal punto di vista competitivo subendo gli effetti di un salto tecnologico non gestito.
Sim
(RADIOCOR) 04-04-26 12:13:50 (0232) 5 NNNN
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
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| Datrix | 1,60 | -0,62 | 16.14.57 | 1,59 | 1,60 | 1,59 |