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Borsa: Ubs +2,7%, Svizzera verso requisiti patrimoniali piu' morbidi

Per FT c'e' compromesso per piano su capitale da 22mld $ (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 mar - Acquisti su Ubs alla Borsa di Zurigo, premiata dalla prospettiva di un ammorbidimento della riforma sui requisiti patrimoniali proposta dal governo che comporterebbe per Ubs un aumento dei requisiti "solo" da 22 miliardi di dollari. Il titolo del colosso bancario svizzero guadagna il 2,67% a 30,35 franchi svizzeri, (mentre lo Smi avanza dello 0,7%), pur restando in calo nell'intorno del 20% da inizio anno.

Secondo quanto riporta il Financial Times, alcuni parlamentari avrebbero informato la dirigenza di Ubs sul raggiungimento di un compromesso sulle proposte del ministero delle Finanze che aumenterebbero i requisiti patrimoniali della banca per un ammontare equivalente a 22 miliardi di dollari.

A seguito della crisi di Credit Suisse, che ha richiesto l'intervento di Ubs per il salvataggio, il ministro delle Finanze Karin Keller-Sutter ha infatti presentato un anno fa il pacchetto di riforme 'too big to fail'. La decisione del governo sul pacchetto potrebbe essere pubblicata gia' ad aprile, con l'elemento piu' controverso - i requisiti patrimoniali esteri - che passera' poi al parlamento. Va ricordato che la riforma ha aperto un dibattito tra chi sostiene la necessita' di misure rigide per la protezione dei depositi e chi ritiene che la stretta potra' danneggiare la competitivita' della Svizzera come centro finanziario globale.

In particolare, il pacchetto di misure comprende una prima parte sulla qualita' del capitale di Ubs che potrebbe comportare un aumento dei requisiti da 2-3 miliardi di dollari, anche se gli analisti stimano in 11 miliardi di dollari l'impatto in base ai tipi di capitale che potrebbero subire dei limiti. La seconda parte riguarda invece la necessita' di un ulteriore ammontare di capitale a copertura delle operazioni internazionali, che garantirebbe alle filiali estere di essere stabilizzate indipendentemente in caso di crisi senza fare affidamento sulla casa madre svizzera. Una commissione parlamentare chiave per gli Affari Economici e la Tassazione, scrive il Financial Times, dovrebbe assumere il controllo del processo a maggio.

I dirigenti di Ubs, di fronte alla riluttanza del governo svizzero a negoziare direttamente, avrebbero infatti avvertito privatamente che il mancato raggiungimento di un compromesso potrebbe spingere la banca a trasferirsi in una giurisdizione piu' favorevole. In ogni caso, secondo le fonti citate dal quotidiano, 'non c'e' garanzia che il risultato finale sara' accettabile, anche se vengono fornite assicurazioni'.

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(RADIOCOR) 31-03-26 13:24:10 (0419) 5 NNNN

 


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