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Borsa: focus su tlc, Orange -2,2% e Bouygues -1,5% dopo maxi offerta per asset Altice

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 apr - Torna il focus sull'M&A delle telecomunicazioni in Europa, con gli analisti che vedono possibili riflessi anche in Italia. A Parigi Orange perde il 2,2% e scambia a 17,6 euro, e Bouygues l'1,5% a 51,7 euro, entrambe in coda a un Cac 40 in rialzo dello 0,4%. L'andamento segue la nuova offerta da 20,35 miliardi presentata insieme a Iliad per gli asset francesi di Altice-Sfr. A Milano Tim si muove poco, +0,4% a circa 0,66 euro - in linea con un Ftse Mib a +0,6% - mentre il mercato torna a concentrarsi sul tema del consolidamento europeo delle telecomunicazioni.

Il focus degli analisti e' soprattutto sui dettagli industriali dell'operazione su Sfr. Banca Akros sottolinea che 'il consorzio degli operatori tlc francesi aveva gia' presentato un'offerta non vincolante per gli asset il 14 ottobre 2025' e che ora 'ha presentato una nuova offerta ed e' entrato in negoziazioni esclusive', con un perimetro che 'include quasi tutti gli asset di Sfr, escludendo le attivita' estere e alcune partecipazioni'. Soprattutto, evidenzia come il corrispettivo sia 'superiore alla precedente proposta respinta da Altice' di circa 17 miliardi, e in generale vede una 'lettura positiva' anche per Tim, in quanto potrebbe 'avere una reazione a catena su consolidamenti anche in Italia'.

Intermonte rimarca che 'il business B2B e i clienti sarebbero rilevati da Bouygues', mentre 'il business B2C verrebbe condiviso tra Bouygues, Iliad e Orange', con infrastrutture e spettro che 'verrebbero condivisi tra i tre operatori', salvo la rete mobile nelle aree meno dense destinata ancora una volta a Bouygues, che con 8,54 miliardi da sola rappresenta il 42% dell'offerta. 'In Italia - prosegue Intermonte - vediamo un forte incentivo per lliad a perseguire un consolidamento con Wind3: da un lato, il significativo esborso per Sfr (oltre 6 miliardi) aumenterebbe la pressione a migliorare la generazione di cassa anche in Italia; dall'altro, la futura integrazione tra Poste Italiane e Tim che darebbe vita a un player a controllo pubblico con forte capillarita' distributiva potrebbe spingere gli operatori piu' piccoli a guadagnare scala per restare competitivi'.

Jp Morgan mette in evidenza i dubbi del mercato sull'entita' del rilancio, osservando che 'la portata dell'aumento dell'offerta alimentera' un intenso dibattito' e che gli investitori potrebbero temere che gli acquirenti 'abbiano pagato troppo, soprattutto considerando i fondamentali deboli di Sfr'. La banca d'affari sottolinea anche che si tratta di 'un'operazione che capita una volta nella vita', ma avverte che per valutarne pienamente l'impatto sara' necessario conoscere nel dettaglio sinergie, costi di integrazione e profilo regolatorio.

La banca americana evidenzia comunque che 'a parita' di condizioni, ci aspettiamo che i calcoli risultino piu' favorevoli per Bouygues', che potrebbe beneficiare maggiormente delle sinergie industriali.

imt.

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(RADIOCOR) 17-04-26 11:24:36 (0278)INF 5 NNNN

 
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