Borsa Copenaghen: -7% Maersk, trimestre in calo e vede rallentamento in II meta' anno
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 7 mag - Moeller Maersk in acque tempestose alla Borsa di Copenaghen, dopo la diffusione dei conti trimestrali e delle prospettive su cui pesa l'impatto del conflitto in Medio Oriente. Il titolo del colosso del trasporto marittimo attorno alle 13 perde il 6,6% a 14.205 corone danesi, dopo essere ribassato fino a 14.080 corone. Maersk ha annunciato un utile operativo del primo trimestre leggermente superiore alle aspettative e ha confermato le previsioni per l'intero anno, avvertendo tuttavia che la guerra in Iran sta offuscando le prospettive del settore e che la seconda meta' dell'anno registrera' un rallentamento dell'attivita'. Nel primo trimestre Maersk ha realizzato ricavi per 13 miliardi di dollari (-2,6%), con il settore Ocean (navi container) in flessione dell'8,2% a 8,2 miliardi, mentre Logistica e Terminal sono in rialzo rispettivamente dell'8,7% e del 6,7%. L'Ebitda del gruppo si attesta a 1,73 miliardi di dollari a fronte di una stima di consenso di 1,66 miliardi di dollari, ma significativamente inferiore ai 2,71 miliardi di dollari registrati l'anno scorso. L'utile e' calato a 100 milioni da 1,2 miliardi, risentendo anche di costi di ristrutturazione. Maersk ha indicato che le tariffe di trasporto sono diminuite durante il trimestre a causa della persistente sovraccapacita', per poi risalire bruscamente verso la fine del periodo per gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Il conflitto in Medio Oriente, iniziato il 28 febbraio 2026, ha aggiunto un ulteriore elemento di incertezza. Il traffico nello Stretto di Hormuz rimane praticamente bloccato. Il conflitto ha gia' pesato sul clima economico. La fiducia dei consumatori e' peggiorata", ha avvertito Maersk, pur precisando che la domanda globale di trasporto marittimo di container e' aumentata del 3-5% su base annua nel primo trimestre. Maersk, che e' spesso considerata un barometro del commercio globale, continua a prevedere una crescita del volume globale di container tra il 2% e il 4% quest'anno e prospetta che il gruppo crescera' in linea con il mercato.
Tuttavia, precisa che "le prospettive per la domanda globale di container nel 2026 sono estremamente incerte. L'aumento dei prezzi dell'energia e le restrizioni commerciali nella regione del Golfo, che ha rappresentato circa il 6% del commercio globale di container nel 2025, rappresentano rischi al ribasso per la dinamica di crescita' e 'non si possono escludere esiti ancora piu' sfavorevoli'. Nel corso della conference call con gli analisti, l'amministratore delegato di Maersk, Vincent Clerc, ha dichiarato di prevedere 'una crescita piu' debole nella seconda meta' dell'anno in considerazione dell'impatto sulla domanda dal rincaro dei prezzo dell'energia'. L'entita' del rallentamento dipendera' dall'evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Il Ceo ha sottolineato che il conflitto tra Stati Uniti e Iran e' un nuovo "campanello d'allarme" per il commercio globale e avverte che le ripercussioni potrebbero peggiorare nei prossimi mesi. 'L'impatto dello shock energetico sui costi e' senza precedenti, sia in termini di entita', sia per la velocita' con cui si e' manifestato, sia per le perturbazioni che ha creato sul mercato. Per noi, finora, si traduce in circa 0,5 miliardi di dollari di costi aggiuntivi al mese, che dobbiamo trovare il modo di ammortizzare', ha detto il ceo. 'Se questi prezzi elevati del bunker dovessero persistere, come sembra probabile, prevediamo di impiegare maggiormente la navigazione a velocita' ridotta per contenere l'impatto sui costi', ha aggiunto pur dicendosi 'fiducioso che l'impatto dello shock possa essere efficacemente contenuto grazie a una combinazione di misure commerciali e operative'. La maggior parte dell'aumento dei costi dovuto all'aumento dei prezzi del carburante verra' trasferita ai clienti, ha indicato il Ceo.
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(RADIOCOR) 07-05-26 13:05:09 (0440) 5 NNNN