Approfondimento

Tipologia

Diversificati prudenti

Obiettivo e politica di investimento

L’obiettivo del fondo è quello di ottenere un ritorno assoluto positivo e un apprezzamento del capitale nel medio lungo termine avendo la possibilità di investire in diverse asset class senza particolari restrizioni geografiche e vincoli di capitalizzazione. Nello specifico l’investimento avviene in azioni di società operanti principalmente in Europa e America, senza escludere la possibilità di esporsi ai mercati emergenti, in obbligazioni governative e/o corporate sia a tasso fisso che a tasso variabile ma anche in obbligazioni convertibili e qualsiasi altro titolo di debito. Il rating di questi strumenti non deve essere inferiore a BBB- (secondo S&P) o Baa3 (secondo Moody’s), mentre le obbligazioni “investment grade” o senza rating non devono eccedere il 40% degli attivi netti. Infine il fondo può assumere esposizioni verso indici di commodities con un limite del 40%, e non può impiegare più del 10% in altri fondi UCITS o ETF. Non viene preso in considerazione alcun benchmark di riferimento per valutare la prestazione del fondo.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Lanciato a gennaio del 2017, il fondo è stato inizialmente caratterizzato da una trend ribassista conclusosi verso la fine del 2018 dopo la formazione del minimo assoluto. Successivamente all’inversione della tendenza ribassista il fondo ha segnato performance positive in linea con l’indice di categoria FIDA FFI Diversificati Prudenti, per poi effettuare una correzione rilevante terminata a giugno 2019 da cui si è verificata una ripresa ed un ritorno sui prezzi precedenti. Nel 2020, a seguito della diffusione del Covid-19 a livello globale, le quotazioni hanno registrato un drawdown complessivo di circa il 22% contro il 15% dell’indice di categoria, parzialmente recuperato durante il mese di aprile 2020. Rispetto all’indice di categoria il fondo si distingue per una maggiore volatilità ad un anno, 15,60% contro 9%, e maggiori percentuali di draw down, a fronte però di un minor recupero da parte del fondo dopo la recente crisi con una perdita complessiva da inizio anno del 12% contro il 3,4% dell’indice di categoria. A causa della vita breve del fondo è utile delineare l’andamento dell’indicatore FIDA, il quale ha registrato negli anni un andamento positivo, macchiato solo da una correzione tra il 2015 e il 2016, che ha permesso di raggiungere performance a 5 e 10 anni rispettivamente del 5,4% e 24%.

Costi e struttura del comparto

Il comparto si suddivide in 3 classi che non si discostano molto l’una dall’altra se non per le commissioni di gestione. Le classi L1, B1 e B2 sono tutte concepite per investitori retail, prevedono commissioni di performance del 10% sull’overperfromance dell’Hurdle Rate (Euribor 3m + 150 bp) e del 20% su un secondo Hurdle Rate (Euribor 3m + 350 bp). L’unica differenza è rappresentata dalle commissioni di gestione: - Le classi L1 e B1 sono le più convenienti con costi di gestione dell’1,45% - La classe B2 prevede costi pari all’1,85%

Sintesi

Vista la possibilità del fondo di gestire asset molto diversi tramite l’utilizzo di strategie diversificate, in linea con la tipologia a ritorno assoluto, il grado di rischio rappresentato dall’indice SRRI è medio e pari a 4 su 7. Lo strumento è perciò adatto ad investitori affamati di rendimenti ma con una certa propensione al rischio e disposti ad impiegare il proprio capitale nel lungo periodo.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 29/09/2020


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