Approfondimento

Tipologia

Azionari Asia Pacifico (Mercati Sviluppati)

Obiettivo e politica di investimento

AcomeA Asia Pacifico è un fondo a gestione attiva che si pone l’obbiettivo di ottenere un aumento del capitale nel medio/lungo termine attraverso una strategia di tipo discrezionale. La politica implementata prevede un’esposizione principalmente in strumenti del mercato azionario emessi da società con sede legale o direzione in Asia Orientale e Australia. In particolare il fondo seleziona i titoli attraverso strategie di tipo “value”, investendo in società con ritmi di crescita moderati nel presente ma con buone prospettive future nonché politiche basate sulla determinazione dei singoli pesi da attribuire alle micro/macro aree o ai singoli settori in ottica di diversificazione di portafoglio. La strategia permette l’impiego di strumenti finanziari derivati in ottica di copertura, d’investimento e di efficiente gestione del portafoglio. Il benchmark di riferimento è il Thomson Reuters Asia Pacific Total Return Local Currency Index.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Il comparto, lanciato nel 2015, ha ottenuto un rendimento complessivo del 10% corrispondente a una performance media annua composta del 2,24%. Dall’analisi del trend emerge che dopo una prima fase iniziale ribassista culminata nel febbraio del 2016 con il massimo draw realizzato del 27,9%, il fondo traccerà un sostenuto up trend fino ai primi mesi del 2018, portando la quota sopra i valori di emissione. In seguito l’andamento del comparto si manterrà piuttosto laterale con il NAV comunque superiore ai livelli di quotazione. A fronte di rendimenti piuttosto contenuti, la volatilità ha registrato valori elevati, pari al 13,04% nell’intero periodo analizzato. Dal confronto con l’indice FIDA FFI Azionari Asia Pacifico (Mercati Sviluppati) emergono trend molto simili, con il down trend del 2016 leggermente più accentuato per il comparto e performances più contenute da parte dell’indice nella fase laterale degli ultimi due anni. In generale l’indice ha registrato un rischio inferiore parimenti accompagnato da rendimenti meno allettanti, con un ritorno medio annuo composto dello 0,2% a fronte di una volatilità del 12%.

Costi e struttura del comparto

Il comparto è costituito da tre classi, tutte gravate da commissioni di performance del 20% sull’eventuale overperformance realizzata dal gestore sulla base della clausola di high watermark. La quota A1 è soggetta a costi di sottoscrizione, di rimborso nonché commissioni di gestione pari al 2,18% ed è distribuita agli investitori che sottoscrivano in modalità collocamento o che stipulano il contratto direttamente con la SGR. La Classe A2 è invece rivolta a coloro che intendono acquistare in modalità “execution only” ed è gravata da spese di entrata e di gestione (1,08%). Infine la Classe Q2 possiede solo le commissioni di gestione (1,11%) ed è riservata a coloro che sottoscrivano le quote sul sistema multilaterale di negoziazione operato da Borsa Italiana S.p.A.

Sintesi

L’esposizione nei confronti di prodotti azionari mitigata da una ponderazione ragionata sui settori/aree d’interesse del gestore determinano un livello di rischio dell’indicatore SRRI pari a 5, implicando un rischio piuttosto sostenuto accompagnato comunque dalla possibilità di realizzare rendimenti medio-alti. Per la specificità dell’investimento l’orizzonte temporale di riferimento è di 5-10 anni, nell’ipotesi che il lungo periodo possa compensare meglio eventuali perdite realizzate da mercati piuttosto volatili.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 21/10/2019


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