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Sotto la Lente

La deflazione

12 Ott 2012 - 17:15

Un calo del livello generale dei prezzi



Con il termine deflazione si indica, in macroeconomia, un calo del livello generale dei prezzi. La deflazione è dunque l'opposto della ben più nota inflazione, ossia il processo di graduale incremento dei prezzi. In molti casi si assiste soltanto a un rallentamento dell'inflazione, ossia a una diminuzione del tasso di crescita del livello generale dei prezzi: si tratta di un terzo fenomeno che prende il nome di disinflazione. La deflazione propriamente detta è in genere un fenomeno negativo, ma esistono tipi di deflazione "positiva" e aspetti favorevoli della deflazione. Una flessione del livello generale dei prezzi deriva molto spesso da una situazione recessiva (ossia di crescita negativa) in cui la domanda di beni e servizi – la cosiddetta domanda aggregata - si contrae. La spesa di persone e aziende, in altri termini, si riduce. Questo spinge le società stesse a cercare di vendere i propri prodotti a prezzi inferiori, nella speranza di stimolare la domanda e una risposta del consumatore. Deflazione

Ne deriva che le società vendono a un prezzo minore i propri prodotti e quindi vedono diminuire il proprio fatturato. Per bilanciare questo contrazione del giro d'affari caratteristica delle economie in stato di deflazione, le imprese cercano di ridurre i costi per materie prime e servizi derivanti da altre imprese, di tagliare il costo del del lavoro, di farsi finanziare meno dalle banche (riducendo gli oneri finanziari sui debiti contratti). Questi interventi, a loro volta, tendono a comprimere la domanda aggregata di beni e servizi, aggravando la situazione e portando nuove spinte deflative. La crescita della disoccupazione derivante dal taglio dei costi del lavoro, per esempio, costringerà i nuovi disoccupati a ridurre le proprie spese influenzando negativamente la domanda. Alla deflazione tende, però, anche a corrispondere un aumento del risparmio che può porre le basi per una sana ripresa economica.

Il caso più tipico di deflazione citato nei libri di testo è quello della deflazione in Giappone tra il 2000 e il 2006. Negli odierni mercati globali la deflazione tende a contagiare le altre economie, allargando lo scenario a livello internazionale. Nel 1997 e nel 1998 un collasso dei mercati delle materie prime in Asia generò spinte deflazionistiche che impattarono sul Giappone e dunque si allargarono a tutte le economie influenzando anche i mercati obbligazionari e azionari degli Stati Uniti. Esistono, però, anche aspetti positivi della deflazione. Il calo dei prezzi aumenta il potere di acquisto dei redditi.

Deflazione

I pensionati, per esempio, possono trarre un vantaggio dalla deflazione. Alcuni osservatori sono arrivati a ipotizzare che la deflazione giapponese sia in qualche modo politica: l'elevato numero di anziani del Paese spingerebbe il Sol Levante a incoraggiare uno stato di deflazione dell'economia. Esiste anche un tipo di deflazione positiva generato dalla concorrenza. Se in un mercato la competizione spinge le società ad abbassare i prezzi dei propri prodotti, i consumatori ne traggono vantaggio e l'efficienza del sistema viene accresciuta. E' accaduto negli ultimi anni nei mercati dei personal computer e delle telecomunicazioni. In generale, però, la deflazione si presenta come un problema e desta allarme nelle banche centrali e nella politica.