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Sotto la Lente

Il Collegio Sindacale

29 Ago 2008 - 15:41

Il Collegio Sindacale rappresenta l’organo di controllo delle società



Che cos’è

Il Collegio Sindacale rappresenta l’organo di controllo delle società e ha il compito di vigilare sull’attività degli amministratori e controllare che la gestione e l’amministrazione della società si svolgano nel rispetto della legge e dell’atto costitutivo. Collegio Sindacale

Composizione

Il collegio sindacale è composto di un numero variabile fra tre e cinque membri effettivi e due sindaci supplenti. Non è richiesto come requisito per diventare membro effettivo la condizione di socio. I sindaci devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Tuttavia non possono ricoprire la carica di sindaco coloro che subiscono la cancellazione e la sospensione dal registro dei revisori,  i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori o coloro che sono legati alla società da un rapporto di lavoro subordinato e continuato.

Il Codice Civile prevede che i sindaci vengano nominati per la prima volta nell’atto costitutivo e successivamente dall’assemblea e che restino in carica per tre anni. L’assemblea provvede alla nomina del presidente del collegio sindacale. Durante tale periodo i sindaci non possono essere revocati se non per giusta causa. In caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco subentrano, in ordine di età i supplenti, i quali, rimangono in carica finché l’assemblea non provvede alla nomina dei nuovi sindaci in sostituzione di quelli usciti. I sindaci sono retribuiti secondo quanto stabilito dall'assemblea.

I compiti

I compiti del collegio sindacale sono quelli previsti dall’art. 2403 del Codice civile, ovvero:

  • controllare l'amministrazione della società;
  • vigilare sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;
  • accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e l'osservanza delle norme stabilite per la valutazione del patrimonio sociale;
  • deve accertare almeno ogni trimestre la consistenza di cassa e l'esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale o ricevuti dalla società in pegno, cauzione o custodia.

Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni trimestre e può deliberare, con maggioranza assoluta, se sono presenti la maggioranza dei componenti. I sindaci dissenzienti possono far mettere a verbale i motivi del loro dissenso.

I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti d'ispezione e di controllo e il collegio può chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

Collegio Scheda

L’azione di responsabilità

Il Codice Civile prevede che i sindaci debbano adempiere i loro doveri con la diligenza del mandatario (art. 1710). Essi sono infatti responsabili della verità delle loro affermazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza. In caso di un danno derivante dalle omissioni degli amministratori i sindaci sono responsabili solidalmente con questi ultimi. Ad ogni socio spetta il diritto di denunciare i fatti che ritiene “censurabili” al collegio sindacale, il quale deve tener conto della denuncia nella relazione all'assemblea. Se la denuncia è fatta però da tanti soci rappresentanti la ventesima parte del capitale sociale, il collegio sindacale deve indagare senza ritardo e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea, convocando immediatamente la stessa nei casi più urgenti. Se invece vi è fondato sospetto di gravi irregolarità nell'adempimento dei doveri degli amministratori e dei sindaci, i soci rappresentanti la decima parte del capitale sociale possono denunciare i fatti al tribunale che, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l'ispezione dell'amministrazione della società a spese dei soci richiedenti.

Se sussistono le irregolarità denunciate, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti cautelari e convocare l'assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può arrivare fino alla revoca degli amministratori e dei sindaci e alla nomina di un amministratore giudiziario. L'amministratore giudiziario può proporre l'azione di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci.