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Green e Social Bond sui mercati MOT ed ExtraMOT

Intervista a Pietro Poletto, Responsabile Fixed Income Borsa Italiana

ppGli investitori attribuiscono sempre più importanza ai parametri ESG (Environment, Social, Governance) e l’emissione di Green e Social Bond va sicuramente in questa direzione. Puoi dirci quali sono nello specifico le caratteristiche di queste “obbligazioni verdi”?

Va detto, innanzitutto, che “verde” è da intendere in senso ampio. I green bond possono finanziare vari tipi di progetti con caratteristiche di sostenibilità ambientale, quindi non solo fonti rinnovabili ed efficienza energetica, ma anche, ad esempio, il trattamento dell’acqua e dei rifiuti, i trasporti sostenibili, l'utilizzo del suolo o le infrastrutture di adattamento. Quindi il termine “social” in un certo senso è più appropriato.
Nella struttura dell'investimento sono del tutto simili ai bond tradizionali, tuttavia gli emittenti devono attenersi a delle linee guida internazionali condivise dai vari player del mercato: per prima cosa, chi emette un titolo deve identificare con chiarezza la destinazione dei proventi. In secondo luogo, deve seguire alcuni procedimenti particolari nella selezione dei progetti, che devono rientrare in un elenco di categorie. Infine, chi emette l’obbligazione deve garantire la massima trasparenza nella comunicazione e nel reporting, per mantenere aggiornati gli investitori sull’avanzamento dei progetti finanziati.
L’identificazione “Green Bond” passa attraverso la certificazione iniziale di un soggetto terzo indipendente e il rinnovo dell’informativa riguardante l’utilizzo dei proventi deve essere almeno annuale.

La rotta verso i Green Bond è stata tracciata, già a partire dal 2007/2008, dalla Banca mondiale e dalla Banca Europea degli Investimenti, che per prime hanno puntato su questi strumenti.
In particolare, sul segmento EuroMOT di Borsa Italiana, la Banca mondiale ha quotato nel 2015 il primo Green Bond riservato agli investitori retail italiani, volto a finanziare progetti eco-friendly. Come si è evoluto lo scenario da allora?

Il mercato delle obbligazioni verdi è in costante crescita in tutto il mondo, grazie anche all’ingresso massiccio della Cina: secondi dati Moody’s, il 44% delle risorse complessive raccolte attraverso questa tipologia di strumento nel 2016, deriva da operazioni di collocamento curate da banche del gigante asiatico.
Stando poi alla ricerca di Climate Bonds Initiative, a livello globale il volume complessivo raccolto nel 2016 è stato pari a 81.000 milioni di dollari,  con una previsione di duplicazione della cifra per il 2017. Se pensiamo che nel 2010 i volumi complessivi non superavano i 4.000 milioni di dollari, il trend di crescita è chiaro.
L’espansione geografica, l’aumento del numero di emittenti, l’ampliamento delle tipologie di emissioni e, in particolare, il supporto dell’effervescente mercato cinese, oltre ad una più generale attenzione a livello governativo al tema “green”, sono sicuramente i pilastri di questa crescita.

Da oggi entra in negoziazione su ExtraMOT PRO il primo green bond corporate quotato sui mercati di Borsa Italiana. Si tratta dell’obbligazione green corporate più grande a livello europeo, emessa da Enel Finance International N.V. e garantita da Enel S.p.A. per un controvalore complessivo di 1,25 miliardi di euro.  Quali sono gli strumenti messi in campo dal London Stock Exchange Group per supportare emittenti ed investitori e quali le aspettative per il 2017?

Il London Stock Exchange Group, di cui Borsa Italiana fa parte, ha aderito alla Sustainable Stock Exchanges Initiative delle Nazioni Unite e ha recentemente redatto una Guida pensando alle società emittenti che vogliono cogliere l’opportunità di investimenti  ESG.
Il Gruppo, oltre a fornire indici e analisi ad hoc tramite FTSE Russel, offre agli investitori istituzionali e retail la possibilità di identificare immediatamente gli strumenti obbligazionari i cui proventi vengono destinati al finanziamento di progetti con caratteristiche di sostenibilità.
Confidiamo che sempre più attori del mercato sappiano cogliere l’importanza di far convergere innovazione e ESG in un’ottica di crescita, al fine di ampliare la trasparenza dei processi e creare valore nel lungo periodo in maniera sostenibile e responsabile.
Oggi, con il lancio di questo segmento su MOT ed ExtraMOT, il nostro impegno si arricchisce di uno strumento in più.