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Sotto la Lente

Lo spin-off: il caso FIAT

17 Set 2010 - 15:29

Lo scorporo di uno o più rami d’azienda



Il 21 aprile 2010 l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, durante la presentazione del piano industriale, ha reso noto l’intenzione di procedere ad una scissione dei business veicoli industriali, macchine agricole e per le costruzioni e relativi motori e trasmissioni.

Il 21 luglio 2010 il Cda della casa automobilistica torinese, riunitosi ad Auburn Hills nel Michigan (quartier generale della Chrysler), ha approvato lo scorporo del comparto auto.

Dal 1 gennaio 2011 (data di efficacia della scissione) Fiat trasferira’ ad una impresa di nuova costituzione, Fiat Industrial, alcuni elementi dell’attivo relativi ai business dei veicoli industriali (Iveco), motori “industrial & marine” (Fiat Powertrain Technologies), macchine agricole e per le costruzioni (Cnh).  Tali asset saranno separati da quelli automobilistici (Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau e le attivita’ di motori e trasmissioni per veicoli commerciali di Fiat Powertrain Tecnologies ).

Per dare un’idea delle dimensioni delle due nuove societa’, nel primo semestre 2010 Fiat Industrial ha generato un volume d’affari pari a 10,1 miliardi di euro (dati pro-forma) mentre la scorporata Fiat un fatturato pari a 18 miliardi di euro.spin-off-fiat-intro

Per quanto concerne gli azionisti, quelli del Lingotto riceveranno azioni di Fiat Industrial sulla base di un rapporto uno ad uno. Ciascun azionista riscuotera’, quindi, un numero di azioni della stessa categoria uguale al numero di azioni Fiat della medesima categoria possedute alla data di efficacia della scissione. Successivamente Fiat e Fiat Industrial sanno quotate separatamente presso la piazza azionaria MTA di Milano e opereranno in modo separato come societa’ quotate indipendenti con i rispettivi management e consigli di amministrazione.

Rimarra’ pero’ un intreccio azionario. Le azioni proprie attualmente possedute dalla Fiat, che rappresentano circa il 3% del capitale sociale, non saranno infatti trasferite a Fiat Industrial e dopo la scissione, quindi, la Fiat deterrà circa il 3% di Fiat Industrial.

Le strutture manageriali delle due societa’ non sono state ancora definite. Secondo le attese degli addetti ai lavori il manager italo-canadese, Sergio Marchionne, continuera’ ad essere al vertice di Fiat mentre John Elkann sara’ il numero uno di Fiat Industrial.

Probabilmente le nomine per il CdA verranno decise a meta’ settembre dall’Assemblea Straordinaria degli Azionisti di Fiat che dovra’ votare per approvare la scissione. Successivamente il progetto dovra’ ricevere il via libera da Consob e da Borsa Italiana.

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