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Sotto la Lente

Il ritorno energetico sull'investimento EROI

10 Gen 2014 - 12:15

Metodo per la valutazione della resa energetica



L’Energy return on investment (in sigla Eroi) è uno dei metodi ritenuti più affidabili e "oggettivi" per la valutazione della resa energetica di fonti di energia e impianti di generazione. In altre parole è un parametro fondamentale per investitori, aziende e interi stati che devono decidere se adottare un tipo o un altro di energia.

L’Eroi è definito semplicemente come il rapporto tra l’energia ricavata e l’energia spesa per ottenerla. Se si prende, per esempio, un impianto (a carbone o fotovoltaico che sia) si può calcolare tutta l’energia che è stata spesa per costruirlo, per mantenerlo e, al termine del suo ciclo di vita, per smantellarlo. Se poi si prende l’energia complessiva prodotta dallo stesso impianto e la si divide per la somma di cui sopra (quella dell’energia "spesa") si otterrà l’Eroi dell’impianto. E’ facile capire che se il numero ottenuto è inferiore a uno è molto probabile che quell’impianto non sia mai realizzato. Se infatti l’energia ricavata da una centrale o da una fonte energetica è inferiore a quella spesa per ottenerla, chiaramente questa energia non è conveniente e un Eroi inferiore a uno (il rapporto tra le due) lo dimostra. L’innegabile vantaggio dell’Eroi è quello di restituire un criterio "matematico" dei vari tipi di energia, un numero che consente di confrontare la legna con il nucleare, l’idroelettrico con il petrolio.

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Una delle più utilizzate classifiche di questo tipo è quella illustrata dal professor Dave Elliot nel suo A Sustainable Future? The limits to Renewables. Ricordando che valori maggiori di Eroi comportano una maggiore "redditività energetica", si può osservare che le grandi centrali idroelettriche hanno valori fra 50 e 200, mentre il nucleare oscilla tra i 5 e i 100 spostando spesso le valutazioni in base al punto di vista di chi calcola. Il fotovoltaico di ultima generazione ormai varierebbe dagli 8 ai 10 Eroi (contro i 3-9 della classifica di Elliott) mentre l’eolico sarebbe nella forchetta 5-80 e il carbone in quella 2-7.

Dall’ampiezza di oscillazione dei valori trovati si comprende immediatamente che l’Eroi è molto ancorato alla metodologia di calcolo adottata. Il numero delle variabili in gioco consente insomma molto spesso agli interpreti di "piegare" i numeri a favore di questa o quella fonte d’energia. Per calcolare l’Eroi di un impianto bisogna infatti conteggiare fattori come l’energia impiegata dall’impianto durante la produzione (dall’energia elettrica al riscaldamento degli ambienti, al costo dei trasporto da e verso l’impianto) e quella utilizzata per realizzare l’impianto stesso (comprendendo per esempio il costo estrazione, di lavorazione e di trasporto di tutte le materie prime) e i costi successivi fino ad arrivare quelli di smantellamento e di smaltimento dell’impianto stesso.

 Insomma l’analisi copre tutto il ciclo di vita dell’impianto (Life cycle analysis, LCA), per la valutazione del quale già l’Iso (l’ente internazionale che promuove una standardizzazione globale di alcune misure, tra le quali questa) ha messo a punto delle norme. Cosa si mette in questi calcoli, fa però variare anche notevolmente il risultato finale. Nondimeno le risultanze dell’Eroi permettono di dimostrare come la redditività del petrolio negli anni Settanta fosse assai diversa da quelli di oggi: il graduale esaurimento di questa risorsa fossile e la crescita dei costi di estrazione ha nel tempo logorato la sua convenienza incentivando lo sviluppo delle fonti alternative di energia.

 Il calcolo puramente economico dell’Eroi è inoltre condizione necessaria, ma non sufficiente, alla valutazione sul ricorso a una fonte di energia o a un’altra, perché conteggia direttamente diversi fattori rilevanti. L’emissione di sostanze nocive di varia natura nell’ambiente o il tempo necessario a ottenere un ripagamento degli investimenti (l’Energy Payback Time o EPT) per esempio sono fondamentali per esprimere di volta in volta un giudizio. Se per esempio si misura l’impatto con l’emissione di anidride carbonica (CO2) nell’ambiente l’energia nucleare potrà sembrare a regime estremamente sostenibile, anche se in questo modo non si terrà conto delle scorie. Il ciclo di vita di un impianto destinato a durare decenni, come una centrale nucleare, impone poi di calcolarne anche l’EPT e anche l’Eroi dell’impianto si attesterà su valori totalmente diversi se si considereranno anche i costi per la realizzazione e quelli per lo smaltimento. Considerazioni affini andranno fatte anche per le centrali fotovoltaiche o eoliche.

 I calcoli e le proiezioni possono insomma diventare molto complessi e i risultati divergere in base al metodo adottato. Di certo in questo campo sono stati raggiunti dei risultati importanti, ma la creazione di uno standard condiviso sembra ancora insieme necessaria e distante.

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