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Sotto la Lente

La Polonia nella zona euro

22 Gen 2015 - 09:17

La Polonia deve entrare nella zona euro ma ci sono ostacoli da superare

Il 2015 per la Polonia doveva essere l'anno dell'ingresso nell'Euro.
Questo in teoria (in base agli impegni presi) perchè in pratica il passaggio alla moneta unica europea è stato prima interrotto poi spostato in avanti.

Complice la crisi economica che ha colpito gli stati membri dell'Eurozona, l'Euro non rappresenta più per Varsavia una priorità "a tutti i costi" ma una opportunità "da valutare in base a determinate condizioni".

Polonia oggi significa la terza più importante economia dell’UE (dopo Regno Unito e Svezia) a non utilizzare la moneta unica.

L’Euro non piace però alla popolazione polacca (negli ultimi sondaggi i contrari erano oltre i 2/3).
La sensazione è che l’ingresso nella moneta unica europea possa portare più svantaggi che vantaggi.

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Eppure Varsavia non si può tirare indietro. Ha degli impegni con l'Ue e non rispettarli potrebbe essere pericoloso.

Una delle condizioni che sta vagliando il primo ministro Ewa Kopacz è quella di non adottare il meccanismo ERM che prevede un periodo (due anni) di ancoraggio della propria moneta all'Euro con lo scopo di evitare fluttuazioni importanti dei tassi di cambio.

Si tratterebbe però di una violazione di una parte del trattato di Maastricht.

Resta poi un ostacolo importante da superare; la Costituzione. Entrare nell’Eurozona infatti comporterebbe delle modifiche costituzionali che però possono essere effettuate solo ottenendo una maggioranza dei due terzi del Parlamento, maggioranza che il premier Ewa Kopacz non ha.

Inoltre i numeri di crescita e occupazione ottenuti da Varsavia negli ultimi anni, sopratutto se confrontati con quelli dei paesi membri della zona euro, non suggeriscono certo un ingresso nella moneta unica.

Da ricordare che la Polonia è l'unico paese dell'Unione europea a non essere mai andato in recessione dopo la crisi finanziaria del 2008.

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