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Sotto la Lente

Nuove regole per i fondi alternativi di investimento

22 Nov 2010 - 09:28

Nuove regole europee in particolare per hedge funds e private equity



Settimana scorsa il Parlamento Europeo ha deciso di approvare con 513 voti a favore (92 voti contrari e 3 astenuti) le nuove regole europee, presentate dal deputato francese Jean Paul Gazès, sui fondi alternativi di investimento (in particolare hedge funds e private equity).

Le direttive andranno a sostituire le norme dei 27 paesi membri dell’Unione Europea, creando un mercato interno europeo per i gestori di fondi di investimento alternativi e un quadro regolamentare e di vigilanza armonizzato e severo per quanto riguarda le attività di tutti i manager di tali fondi. In tal modo si garantira’ una maggiore sicurezza e trasparenza per l’investitore.

La nuova legislazione introduce regole sui compensi dei manager dei fondi (riduzione dei bonus per i fondi che evidenziano performance peggiori del mercato, 40% dell’ammontare dei bonus dilazionato da 3 a 5 anni) e sul cosiddetto asset stripping (l'acquisto di una società in fallimento allo scopo di rivenderne parte o l'insieme delle attività). Per l’asset stripping e’ stata limitata la distribuzione agli azionisti e la riduzione di capitale nei primi due anni  dall’acquisto della compagnia da parte del fondo di private equity. Lo scopo è di evitare che gli investitori di fondi alternativi decidano di prendere il controllo di una data società con lo scopo esclusivo di fare profitto rapidamente.fondi-alternativi

Sono state incluse inoltre regole stringenti sulla responsabilità dei depositari dei fondi, così da garantire agli investitori la possibilità di reclamare eventuali danni in qualsiasi momento della durata dell'investimento. La direttiva obbliga, infatti, il depositario di un fondo, che delega formalmente le proprie responsabilità a terzi, a stipulare un contratto che permetta al gestore del fondo di reclamare eventuali danni contro l'ente dal quale ha ricevuto la delega. Questa norma dovrebbe garantire che, in ogni fase dell'investimento, sia possibile identificare un responsabile. Gli investitori di fondi alternativi devono essere informati di possibili deleghe e delle motivazioni delle stesse.

In merito al passaporto di commercializzazione per i fondi alternativi di investimento, l'accordo approvato permetterà ai gestori di tali fondi non europei di commercializzarli a clienti in tutta l'Unione Europea, senza dover prima chiedere autorizzazione a ciascuno Stato membro e rispettare le disposizioni delle diverse legislazioni nazionali. Il Parlamento ha insistito affinché tale passaporto sia disponibile per tutti gli investitori non europei. Per superare i timori degli Stati membri, il Parlamento ha proposto che tale passaporto di commercializzazione sia concesso solo ai fondi localizzati in paesi non europei che rispettano gli standard minimi e che abbiano un accordo in vigore con gli Stati membri dell'UE che permetta la condivisione delle informazioni.

La nuova direttiva entrerà in vigore nel 2013 e sarà rivista dalla Commissione Europea quattro anni dopo.

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