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Sotto la Lente

Il Piano Juncker

29 Mag 2015 - 09:28

Il piano Juncker

Il cosiddetto "Piano Juncker", dal nome del presidente della Commissione Europea, è stato presentato dalla Commissione il 26 novembre 2014 a Strasburgo. Il piano si pone l'obiettivo di rilanciare la crescita e l’occupazione e si basa su tre direttrici: 1. la creazione di un Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS); 2. la creazione di una riserva di progetti credibile e di un programma di assistenza per veicolare i progetti di investimento dove sono maggiormente necessari; 3. la definizione di un programma per rendere l'Europa più attraente per gli investitori e per rimuovere le strettoie regolamentari.

Il FEIS avrà un dotazione di 21 miliardi di euro, 16 garantiti dal bilancio UE e 5 dalla Banca Europea per gli Investimenti. In base a stime prudenti basate sull'esperienza storica, si prevede che il Fondo sbloccherà investimenti con un effetto leva pari a 15 volte la dotazione iniziale, ovvero almeno 315 miliardi di euro nel triennio 2015-2017. L'idea di base è che l'impulso iniziale fornito dal Fondo riuscirà a mobilizzare la liquidità presente nel sistema finanziario e attualmente non utilizzata per investimenti a causa della mancanza di fiducia. Oltre alle risorse generate dal FEIS, altri 20-35 miliardi di euro di investimenti potrebbero essere immessi nell’economia reale mediante la massimizzazione della leva dei Fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020. E' previsto che il FEIS diventi operativo a metà 2015.

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Il secondo fulcro del piano è la creazione di una riserva di progetti di investimento credibile alla quale si affiancherà un programma di assistenza tecnica per veicolare le risorse finanziarie dove maggiormente necessario. L'obiettivo è quello di creare a livello di istituzioni UE un sistema trasparente per l'identificazione di progetti fattibili, assistere il processo di selezione dei progetti stessi e quindi definire le modalità di finanziamento. I tre criteri base con cui la task force congiunta Commissione UE-Banca Europea per gli Investimenti, istituita a settembre 2014, esaminerà le liste di porgetti che gli Stati membri le stanno già sottoponendo sono: 1. valore aggiunto apportato in ordine al perseguimento di obiettivi UE; 2. fattibilità economica e valore socio-economico; 3. avvio entro il triennio 2015-2017 e ragionevole aspettativa di impiego del capitale nel triennio.

Il terzo fulcro del piano prevede la definizione di un programma per eliminare le regolamentazioni che fanno da ostacolo agli investimenti in tutti i principali settori, delle infrastrutture, dall’energia alle telecomunicazioni, ai trasporti e al digitale, nonché degli ostacoli nei mercati dei servizi e dei prodotti. Gli investimenti nell'eurozona diverranno più attraenti anche grazie a iniziative nel settore finanziario, come la creazione di un mercato unico dei capitali per accrescere l’offerta di capitali per le PMI e per i progetti a lungo termine.

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