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Sotto la Lente

Gli indici etici

02 Dic 2011 - 11:24

La misura delle performance delle aziende che investono sull'etica



indici eticiLa sensibilità crescente da parte dell’investitore verso l’attività di impresa nel suo complesso e non solo nei confronti dei risultati di bilancio ha rafforzato, soprattutto negli ultimi anni, l’impegno delle aziende nella responsabilità sociale. Quest’ultima oggi viene infatti sempre di più tenuta in considerazione e rappresenta anche una rilevante leva di comunicazione verso stakeholder, istituzioni e risparmiatori.

A misurare la performance delle aziende che investono sull’etica, in termini di governance e di scelte strategiche, troviamo inoltre oggi un buon numero di indici (i cosiddetti indici etici), segno che i requisiti di maggior trasparenza e responsabilità interessano anche chi investe. Questi ultimi sono il motore del rinnovato interesse  per quello che una volta restava una preoccupazione marginale di molte imprese.

Perché le aziende puntano a entrare negli indici etici?

Almeno all’inizio gli indici etici avevano come fine quello di rispondere alla platea di investitori che chiedeva di operare investendo solo su quelle società che svolgevano la loro attività nel rispetto di determinati requisiti sociali e ambientali.

Un argomento aggiuntivo può essere dato dal fatto che un indice etico rappresenta una sorta di certificazione di qualità sull’impegno sociale e ambientale di un’azienda e un riconoscimento alla sua attività. Tale riconoscimento garantisce una buona visibilità da parte dell’indice alle aziende che ne fanno parte.

Grazie all’inserimento in un paniere etico è poi più semplice confrontare la performance di un paniere di titoli che opera secondo i criteri della CSR (Corporate social responsibility) rispetto a quella di un paniere tradizionale.

 

Come funzionano

Come un qualsiasi altro indice borsistico un indice etico risponde a certi criteri di composizione e calcolo (con riferimento al peso da assegnare ai titoli con maggiore capitalizzazione). Ciò permette di confrontare gli indici etici con quelli tradizionali:  il Djsi World è confrontabile con l’Msci World, mentre gli indici italiani Ftse Ecpi Italia Sri sono confrontabili con il Ftse Italia All-Share.

La costruzione di un indice etico utilizza poi criteri di esclusione (negativi) e di inclusione (positivi). Il primo criterio permette di filtrare ed escludere dall’indice tutte le società che operano in determinati settori produttivi come alcol, tabacco, armi, pornografia e gioco d’azzardo.

Il criterio di inclusione corrisponde ai criteri ESG (environmental, social and governance) ovvero ambientale, sociale e di governance. Esso è volto a valutare l’impegno da parte della società sul fronte ambientale, quello sociale (rispetto dei diritti umani e civili) e su quello di governance (ad esempio sul rispetto della libertà razziale, etnica, religiosa, sessuale nell’esercizio dell’impresa).


Quali sono gli indici etici

I più importanti indici etici sono tre: il Ftse Ecpi Italia, il Ftse4Good e il Dow Jones Sustainability.

Il Ftse Ecpi Italia è il primo indice etico di Borsa Italiana. Questo paniere della finanza responsabile (Socially Responsible Investing o SRI) è composto dalle azioni ordinarie emesse da società che presentano caratteristiche distintive in ambito ambientale, sociale e di corporate governance (ESG).

L’indice FTSE4Good valuta la performance delle aziende che sono globalmente riconosciute per gli alti standard di responsabilità sociale. Gestione trasparente e criteri approvati dal marchio FTSE rendono FTSE4Good l’indice ideale per la creazione di prodotti di investimento responsabile. L’indice viene rivisto due volte l’anno, a marzo e a settembre, per includere eventuali nuovi aziende ed escludere invece quelle che non hanno mantenuto gli standard di sostenibilità richiesti.

Infine, nato nel 1999 dalla collaborazione tra Dow Jones Index, Stoxx Limited e SAM, il Dow Jones Sustainability Index (DJSI) è il primo indice che valuta le performance finanziarie delle compagnie mondiali che seguono principi sostenibili. L’indice viene rivisto annualmente a settembre e in più ogni quattro mesi per assicurarsi che la sua composizione rappresenti il 20% delle compagnie leader nella sostenibilità.

 

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