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Sotto la Lente

Finanza Islamica

12 Dic 2008 - 17:37

Un tipo di finanza che cerca di rispettare le norme islamiche della Sharia



Banche d'InvestimentoCon il termine finanza islamica si intende un particolare e nuovo tipo di finanza che cerca di rispettare le norme islamiche della Sharia, ossia quell’insieme di regole che sono tratte dal Corano e che contengono anche riferimenti al mondo economico.

Si tratta in pratica di un sistema finanziario che parte da presupposti antitetici a quelli occidentali. La maggiore differenza fra i due sistemi è basata sul concetto di riba, che letteralmente in arabo significa “extra” e che di fatto è traducibile in termini più economici come interesse. La Sharia, come anche il Cristianesimo per molti secoli, ha sempre considerato “usura” e quindi peccato l’interesse, cioè il prestare una quantità di denaro chiedendone in cambio una maggiore. Per questo motivo la riba è severamente bandita dalla finanza islamica.

Il fatto che l’intero sistema bancario occidentale sia invece fondato sul concetto di interesse rende ovviamente molto complicato l’adattamento dei dettami dell’Islam all’economia globale del terzo millennio.

Per rimediare a questa asimmetria è emerso il concetto di banche islamiche. Si tratta di un sistema creditizio che si fonda su diverse specificità. Le principali forme di finanziamento che ne stanno alla base permettono di evitare l’applicazione di un interesse e di fare rientrare i servizi bancari nel concetto di condivisione degli utili: un genere di operazioni che invece il Corano consente.

Banche d'Investimento

Le tre principali forme di accordo consentite fra le banche e i clienti della finanza islamica sono le seguenti:

  • Modaraba
  • Morabaha
  • Ijara

La Modaraba è basata sul concetto di relazione che è il fondamento di tutti gli accordi finanziari dell’economia islamica. In particolare la Modaraba è basata sul concetto in base al quale viene siglato un accordo. Da un lato c’è il correntista che deposita una somma e dall’altra c’è la banca islamica che mette esperienza e capacità di gestione. Il risultato è un profitto che può essere diviso tra le due parti.

La Morabaha (o Murabaha) è un’operazione tramite la quale un intermediario (per esempio una banca islamica) vende a un acquirente un bene accordandosi sul prezzo di cessione. Questo può essere corrisposto anche tramite una serie di pagamenti o di rate. La proprietà rimane intestata all’intermediario finché il bene (per esempio una casa) non viene pagato per intero. Non si possono modificare nel tempo le condizioni dell’accordo né aggiungere interessi, neanche in caso di ritardo nel pagamento delle rate. Se questo avvenisse si darebbe luogo a quello che la Sharia definisce riba ossia all’usura.

La Ijara è invece una sorta di leasing con il quale la banca presta un bene al compratore che paga diverse rate. Il contratto può terminare con il passaggio della proprietà del bene nelle mani del contraente, ma non è obbligatorio. È infatti possibile che il bene venga affittato solo per un periodo di tempo limitato per il quale verranno corrisposte delle rate stabilite.

Secondo una stima di Forbes risalente ad aprile 2008 in base alle regole della Sharia e della finanza islamica sarebbero gestiti capitali per almeno 500 miliardi di dollari: una fetta assai ridotta della finanza mondiale, ma in crescita del 10% l’anno. Non si può comunque capire la natura della finanza islamica senza la comprensione del fatto che essa mira, almeno in teoria, alla giustizia sociale e all’abolizione dello sfruttamento. Ciononostante anche in questo ambito si è assistito negli anni a veri e propri scandali finanziari che hanno scosso il mondo dell’Islam.