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Sotto la Lente

Il Fallimento

21 Nov 2008 - 14:44

Con il termine fallimento ci si riferisce ad una procedura concorsuale stabilita dall’autorità giudiziaria con cui il patrimonio di un soggetto economico viene liquidato per pagare i creditori



Con il termine fallimento ci si riferisce ad una procedura concorsuale stabilita dall’autorità giudiziaria con cui il patrimonio di un soggetto economico viene liquidato per pagare i creditori.

Tale procedura è prevista per i soggetti che versano in stato di insolvenza, dove, per tali, ci si riferisce a coloro che non riescono a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni in seguito al venir meno delle condizioni di liquidità e di credito.

L’iter fallimentare è abbastanza lungo e complesso.

Una volta che lo stesso soggetto, i suoi creditori o il pubblico ministero chiede la dichiarazione di fallimento viene avviata un’istruttoria fallimentare avente come obiettivo quello di accertare i fatti. Nell’istruttoria vale il principio del contraddittorio che esprime la garanzia di giustizia secondo la quale nessuno può subire gli effetti di una sentenza, senza avere avuto la possibilità di essere parte del processo (diritto di difesa).

La parte che propone l’istanza deve notificare il ricorso e il decreto. Entro i 7 giorni che precedono l’udienza deve avvenire il deposito della situazione patrimoniale e finanziaria del debitore.

La decisione del fallimento spetta al tribunale fallimentare (il tribunale competente) che in caso di sentenza di fallimento (tramite decreto) nomina il Giudice Delegato, il curatore e ordina al soggetto fallito il deposito delle scritture contabili, stabilendo la data per l’esame del passivo (entro120 giorni dalla sentenza). La sentenza viene notificata successivamente al debitore e depositata presso il registro delle imprese. Contro la sentenza di fallimento può essere proposto appello entro 30 giorni. L’appello però non sospende gli effetti della sentenza.

Il fallimento produce effetti sia in capo all’imprenditore che ai creditori. Il fallito viene spossessato dei beni l’amministrazione del proprio patrimonio viene affidato al curatore fallimentare.

Nel corso dell’accertamento del passivo e della redazione dell’inventario, il curatore fallimentare sigilla i beni e la sede dell’imprenditore. Successivamente il curatore si preoccupa di stilare un elenco dei creditori e avvisa i creditori via fax o e-mail.

In seguito alla dichiarazione di fallimento il tribunale fallimentare può stabilire su proposta del curatore l’esercizio provvisorio dell’azienda anche per mezzo dell’affitto della stessa o solamente di una parte di essa. Entro 60 giorni dalla redazione dell’inventario infine il curatore stabilisce il programma di liquidazione che, se approvato, porta alla vendita dei beni e alla cessione dei crediti anche tramite aste. Tale fase è necessaria per arrivare al momento del riparto in cui i creditori si soddisfano sul patrimonio della società.

La legge italiana prevede il concordato fallimentare, che permette al fallito di sanare definitivamente i propri debiti tramite un accordo con i creditori. Tale accordo può prevedere il pagamento parziale dei debiti, la dilazione o ristrutturazione. La procedura del concordato permette la liberazione dei beni sottoposti allo spossessamento.

Il caso Parmalat

Il fallimento più noto in Italia è quello di Parmalat avvenuto nel 2003 dopo che la Consob decise di avviare dei controlli sui bilanci del gruppo operante nel mercato del latte e dei derivati. La notizia che creò il caso Parmalat fu quella dell’annuncio da parte di Bank of America che i 3,95 miliardi di euro che rappresentavano l'attivo della Parmalat non esistevano. Si scoprì che  il documento che ne dichiarava l'esistenza era stato contraffatto. A dicembre il consiglio di amministrazione si dimise. Fu nominato Enrico Bondi come curatore. Tuttavia il percorso di fallimento per le grandi imprese prevede la procedura di amministrazione straordinaria volta a mantenere viva l’azienda ripagando i debiti generati dallo stato di insolvenza della società. A gennaio Bondi stabilì che il primo asset di Parmalat da cedere sarebbe stato la Parma Calcio e nei giorni seguenti la Consob depositò la richiesta di annullamento del bilancio dell’azienda di Collecchio. Sia lo Stato, attraverso un finanziamento di 150 milioni, sia alcune banche, si occuparono del risanamento del gruppo di Collecchio perché potesse continuare l'attività.

La data di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria della Parmalat Spa è stata il 24 dicembre 2003, mentre il 27 dicembre successivo venne dichiarato lo stato di insolvenza. Il termine per i creditori per l'insinuazione al passivo della capogruppo è stato il 20 aprile 2004, mentre la verifica del passivo è avvenuta nel maggio dello stesso anno.

Parmalat è ora una nuova società istituita il 1° ottobre 2005 in seguito all’approvazione della proposta di concordato con i creditori.