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Sotto la Lente

Governance europea: come funziona l’European Semester

09 Ott 2013 - 16:52

Un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell'ambito dell'UE



La recente crisi economica ha reso necessaria una più forte governance economica ed un migliore coordinamento delle politiche tra gli Stati membri in modo da garantire una maggiore sincronizzazione delle procedure, convergenza e stabilità in tutta l'UE, con un impatto positivo anche sulla crescita dei singoli Stati.

Fino al 2010 le procedure di coordinamento delle politiche economiche venivano svolte in autonomia una dall'altra. Nel quadro di una più ampia riforma della governance economica dell'UE, gli Stati membri dell'UE hanno istituito il semestre europeo nel 2010. Il primo ciclo si è svolto nel 2011. Semestre

Il "semestre europeo" può essere dunque definito come un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell'ambito dell'UE. Si focalizza sul periodo di sei mesi dall'inizio di ogni anno, per questo si chiama "semestre". Durante il semestre europeo gli Stati membri allineano le rispettive politiche economiche e di bilancio con gli obiettivi e le norme convenute a livello dell'UE. L‘istituzione del semestre europeo mira a:  

  • garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche in linea con il patto di stabilità e crescita;

  • promuovere la crescita economica attraverso riforme strutturali;

  • prevenire squilibri macroeconomici eccessivi nell'UE

Il semestre prevede un preciso calendario in base al quale gli Stati membri ricevono consulenza a livello dell'UE ("orientamenti") e presentano successivamente i loro programmi ("programmi nazionali di riforma" e "programmi di stabilità o convergenza") per una valutazione a livello dell'UE.

La preparazione del semestre europeo inizia quando la Commissione, già a novembre dell'anno precedente, pubblica la sua analisi annuale della crescita e la sua relazione sul meccanismo di allerta. Sulla base della relazione, la Commissione può decidere di condurre un esame approfondito della situazione nei paesi in cui si ritiene che il rischio di possibili squilibri macroeconomici sia elevato.

Tra gennaio e febbraio il Consiglio dell'Unione europea discute l'analisi annuale della crescita, formula orientamenti e adotta conclusioni.

A marzo, sulla base dell'analisi annuale della crescita e delle analisi e conclusioni del Consiglio dell'UE, il Consiglio europeo (i capi di Stato e di governo) definisce gli orientamenti politici. Gli Stati membri sono invitati a tenere conto di tali orientamenti nella preparazione dei loro programmi nazionali di stabilità e convergenza e dei loro programmi nazionali di riforma, in cui si delineano le rispettive politiche di bilancio e di promozione della crescita e della competitività.

Semestre

Tra maggio e luglio gli Stati membri presentano i rispettivi programmi di stabilità e di convergenza, in cui delineano la loro strategia a medio termine in materia di bilancio, ed i programmi nazionali di riforma in cui si definiscono le linee guida per le riforme strutturali, con l'accento su crescita e occupazione. La Commissione europea valuta i programmi nazionali e presenta raccomandazioni specifiche per paese, che vengono poi adottate dal Consiglio dell'UE e presentate al Parlamento europeo per l'approvazione.

A partire da luglio gli Stati membri tengono conto delle raccomandazioni nel processo decisionale nazionale sul bilancio nazionale dell'esercizio successivo che consentirà loro di svolgere le politiche da essi previste.

Il ciclo ricomincia verso la fine dell'anno, quando la Commissione traccia un quadro della situazione economica nella sua analisi annuale della crescita per l'anno successivo. La Commissione inizia già a tener conto dei progressi compiuti dai singoli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni.