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Sotto la Lente

L'Euro

27 Lug 2007 - 09:53

La moneta adottata dagli stati dell'Unione Europea



L’euro è la moneta ufficiale adottata dai tredici Stati che attualmente fanno parte dell’Unione Economica e Monetaria Europea (UEM), cioè Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Spagna: l’insieme di queste Nazioni viene frequentemente definito "Eurozona" o "Eurolandia". Euro

Oltre ai membri dell’Unione, anche altri Stati (Città del Vaticano, il Principato di Monaco e San Marino) hanno adottato l’euro sulla base delle preesistenti condizioni di unione monetaria con alcuni Paesi membri della UE. Andorra, il Montenegro e il Kosovo hanno invece adottato unilateralmente l’euro.

Tra i membri dell’Unione Europea, tre Stati non hanno adottato la moneta unica. La Danimarca ed il Regno Unito che godono di una clausola di esenzione detta di "opt-out" che permette loro di mantenere indefinitamente le proprie valute nazionali e la Svezia che non ha introdotto l’euro in seguito ad un referendum negativo nel settembre 2003.

I dieci Stati membri che hanno aderito all'Unione il 1° maggio 2004 adotteranno invece l’euro non appena i loro parametri macroeconomici lo consentiranno, giungendo così a soddisfare tutti i criteri di convergenza. Ad essi non è stata accordata alcuna clausola di esenzione nei negoziati di adesione.

Introdotto inizialmente sui soli mercati finanziari nel 1999, l’euro ha iniziato a circolare effettivamente nei dodici paesi dell’Unione solo il 1° gennaio 2002. Dal 1° gennaio 2007 la moneta unica è stata poi adottata anche in Slovenia.

Euro

L’euro affonda le sue radici nel giugno 1988 quando il Consiglio europeo assegnò ad un Comitato composto dai governatori delle banche centrali nazionali della Comunità europea e presieduto da Jacques Delors, il compito di elaborare un progetto per la progressiva realizzazione dell’Unione economica e monetaria. Il cosiddetto Rapporto Delors, frutto di quei lavori, proponeva l’attuazione dell'Unione economica e monetaria (UEM) in tre fasi: nella prima si prevedeva, a partire dal 1° luglio 1990, la liberalizzazione dei flussi di capitale tra gli Stati membri attraverso l’abolizione di ogni restrizione alla loro libera circolazione.

Con il Trattato sull’Unione Europea, noto anche come Trattato di Maastricht, nel 1992 vennero poi stabilite alcune disposizioni per la creazione dell’Unione economica e monetaria. Gli Stati membri avrebbero potuto adottare la nuova valuta solo se avessero soddisfatto alcuni criteri:

  • deficit pari o inferiore al 3% del Prodotto interno lordo;
  • rapporto debito/Pil inferiore al 60%;
  • tasso di inflazione non superiore a 1,5 punti percentuali al di sopra di quello medio dei tre Stati membri a più bassa inflazione;
  • tassi di interesse a lungo termine non superiori di 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre Stati membri a più bassa inflazione;
  • appartenenza per almeno un biennio al Sistema Monetario Europeo

La seconda fase, successiva al Trattato di Maastricht, prevedeva la creazione dell'Istituto monetario europeo (IME) attraverso il quale si sarebbe dovuta rafforzare la cooperazione tra le banche centrali e coordinare le politiche monetarie, creando così le basi per l’istituzione del Sistema europeo di banche centrali (SEBC), per la conduzione di una politica monetaria unica e per l’introduzione di una moneta unica. Il 1° giugno 1988 venne così istituita la Banca centrale europeaGlossario (BCE).

Nella terza fase, una volta fissati irrevocabilmente i tassi di cambio delle valute dei primi 11 Stati membri partecipanti all'Unione monetaria (ai quali si aggiunse la Grecia il 1° gennaio 2001), si realizzò il progressivo passaggio alla moneta unica.

A partire dal 1° gennaio 1999 iniziò un periodo transitorio in cui l’euro, pur non essendo ancora in circolazione, poteva essere utilizzato come moneta scritturale. Dal 1° gennaio 2002 la moneta unica è entrata effettivamente in circolazione, affiancando le monete nazionali fino al 28 febbraio. Dal 1° marzo le monete nazionali sono state poi definitivamente sostituite dall’euro.

Le monete metalliche in circolazione sono da 1,2,5,10,20 e 50 centesimi e da 1 e 2 euro. Su una delle due facce di ogni moneta è riprodotta un’immagine comune a tutti i Paesi che adottano l’euro, mentre sull’altra vi è raffigurato un simbolo collegato all’identità di ciascun Paese, disegnato da un artista nazionale.

Prima la Finlandia e successivamente i Paesi Bassi hanno deciso di togliere dalla circolazione le monete da 1 e 2 centesimi.

Le banconote in circolazione sono invece disponibili in sette tagli (5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro). Ogni taglio è caratterizzato da colore e dimensioni diverse. Sul retro di ogni banconota è raffigurato un ponte che simboleggia la collaborazione e il dialogo fra l’Europa e il resto del mondo. Oggi ogni banca centrale dell'Unione Monetaria Europea stampa uno o due tagli di banconote.

Adottato dal Consiglio europeo di Madrid nel 1995 per rimpiazzare la sigla ECU (European Currency Unit), il nome euro rappresenta le lettere iniziali della parola Europa. Il codice ISO 4217[1] per l’euro è EUR.

 [1] L' ISO 4217 è uno standard internazionale, stabilito dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni ISO, che utilizza codici di tre lettere per definire i nomi delle valute. Le prime due lettere del codice corrispondono al codice nazionale (definito dall'ISO 3166-1 alpha-2). Questo sistema di codificazione elimina il problema causato da nomi come Dollaro, Franco e Sterlina utilizzati in dozzine di nazioni diverse, ma con valori differenti.