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Sotto la Lente

Il caso Bose: la donazione al MIT

14 Lug 2011 - 16:33

Le perplessità degli esperti sui vincoli della donazione e il suo valore.



Amar Gopal Bose è un imprenditore americano di origine indiana.
Sin da bambino mostra doti imprenditoriali e una passione fuori dal comune per l'elettrotecnica.

Dopo la seconda guerra mondiale entra al Massachusetts Institute of Technology (MIT) dove si laurea, diventa assistente e successivamente docente e quindi consegue un Ph.D. in ingegneria elettrica.

Rimasto deluso dalla qualità dei diffusori di un impianto stereo che aveva acquistato, Bose inizia ad approfondire le applicazioni elettrotecniche nel campo dell'acustica, i cui studi lo portarono a inventare e brevettare un nuovo tipo di altoparlanti stereofonici capaci di riprodurre fedelmente il suono della musica suonata dal vivo.
Decide quindi di fondare nel 1964 la Bose Corporation, grazie anche al supporto di un gruppo di finanziatori privati, tra i quali il professor Y.W. Lee, che era stato il relatore della sua tesi di dottorato.

Il caso Bose

Fu l'inizio di una storia imprenditoriale di successo: Bose Corporation è oggi uno dei leader mondiali nel settore dei sistemi audio, ovvero diffusori, cuffie, sistemi home cinema, soluzioni per la musica digitale, con ricavi stimati in oltre 2 miliardi di dollari (i bilanci della società non sono pubblici). Amar Gopal Bose secondo la rivista specializzata Forbes nel marzo 2011 poteva contare su un patrimonio personale di circa un miliardo di dollari, piazzandosi al 1140esimo posto tra gli uomini più ricchi del mondo.

Alla fine di aprile il MIT ha annunciato che Amar Gopal Bose ha donato al prestigioso ateneo la maggioranza delle azioni di Bose Corporation. Le azioni in oggetto non possono essere vendute e non hanno diritto di voto, quindi non permetteranno al MIT di partecipare alla gestione della società, la quale continuerà ad operare sotto il controllo di Bose, attualmente presidente e direttore tecnico. Il MIT riceverà però i dividendi relativi alle azioni in suo possesso, risorse che potranno essere utilizzate per sostenere l'attività dell'istituto.
I vincoli della donazione e la mancanza di dettagli sul valore della stessa, entrambi voluti espressamente da Amar Gopal Bose, hanno creato qualche perplessità tra gli esperti di questioni fiscali. Casi di donazioni di azioni prive di diritti di voto sono in passato stati oggetto di indagine da parte del Senato USA. Esiste infatti il sospetto che tali donazioni in realtà nascondano schemi finalizzati in prima battuta ad assicurare deduzioni fiscali, e in secondo luogo a nascondere al fisco parte dei redditi d'impresa.

 

Il caso Bose