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Risparmio

Cresce il totale delle persone a rischio povertà


Il reddito complessivo medio si è attestato a 18.873 euro


FTAOnline News, Milano 07 Apr 2010 - 16:10

E’ un vero e proprio allarme quello lanciato dalle associazioni dei consumatori impegnate negli ultimi mesi a fare i conti in tasca alle famiglie italiane sempre più messe in ginocchio dalla crisi.
A confermare che le istantanee scattate recentemente agli italiani non sono soltanto allarmismi ci pensa anche il Dipartimento delle finanze che ha pubblicato nel mese di Marzo un’anticipazione sulle dichiarazioni Irpef presentate nel   2009 e relative al periodo d’imposta 2008.
“Il 2008 - ha precisato il Dipartimento - è stato caratterizzato, soprattutto nella seconda parte dell’anno, dal diffondersi della crisi economica internazionale. Per effetto della crisi il PIL italiano in termini reali ha subito una flessione in corso d’anno dell’1,3%, mentre l’inflazione si è attestata al 3,3%”.


Il risultato è stato un assottigliamento ulteriore del potere di acquisto delle famiglie italiane che hanno dovuto fare i conti con stipendi più bassi e prezzi alle stelle.
Secondo il presidente  dell’ADICO (Associazione difesa Consumatori), Carlo Garofolini, che ha esaminato i dati anticipati dal Ministero dell'Economia “Il totale delle persone a rischio povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti è allarmante. Tra le variabili che incidono negativamente sulle condizioni e sulle aspettative di vita della  popolazione vi sono il mancato o insufficiente adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni, l’impennata del credito al consumo, la modesta ripresa dei consumi, l’aumento generalizzato dei prezzi”.


I dati del Dipartimento  delle finanze hanno messo in evidenza come il reddito complessivo medio si sia attestato ad un valore di 18.873 euro per un’imposta netta media di 4.700 euro.
Su base regionale, la Lombardia si è messa nuovamente in evidenza con un reddito complessivo medio pari a 22.540 euro. Maglia nera alla Calabria con 13.470 euro.
Relativamente alla tipologia di reddito, il reddito medio da lavoro dipendente si è attestato a 19.640 euro (+1,9% rispetto all’anno precedente), quello da pensione invece si è attestato a 13.940 euro (+3,7%) mentre il reddito da partecipazione è risultato pari a 17.350 euro (-2,4%).
“I redditi d’impresa e da  lavoro autonomo - precisa una nota del Dipartimento - si attestano rispettivamente a 18.140 euro e a 38.890 euro; il confronto omogeneo con le dichiarazioni relative  al periodo d’imposta 2007 evidenzia per i redditi d’impresa una diminuzione dello 0,5%, che riflette l’andamento negativo  dell’economia, e per i redditi da lavoro autonomo un incremento del 2,6%”.
L’anticipazione del Dipartimento delle finanze si aggiunge quindi ad una lunga serie di dati poco incoraggianti ultimo tra tutti la rilevazione della Banca d’Italia che ha visto le famiglie del Bel Paese perdere il 4% del loro potere d'acquisto per colpa della crisi.


Per il Direttore Generale di Banca Etica, Mario Crosta, “accanto alla crescita della disoccupazione – si aggravano il disagio abitativo, la sproporzione tra i costi delle case ed i redditi delle famiglie. Si tratta di nodi cruciali, per il nostro Paese, e non solo”.
Quello dell'accesso alla casa è un altro tema portante accanto al lavoro e al costo della vita. Basti pensare che gran parte della crisi infatti è collegata al mercato immobiliare.

Ecco che allora insieme al fiorire su tutto il territorio nazionale delle esperienze di microcredito si assiste alla nascita di nuove politiche abitative come il social housing e l’autocostruzione e di forme di sostegno al credito come fondi di garanzia e contributi in conto interessi che facilitano l’accesso ai mutui oppure a misure volte a calmierare il costo degli affitti delle abitazioni.

 



 


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