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Comunicati Stampa 2007

Traders Online Behaviour

11 Apr 2007 - 12:00

Come operano i traders online italiani sui mercati? Una ricerca di Borsa Italiana



“TRADERS ONLINE BEHAVIOUR: COME OPERANO I TRADERS ONLINE ITALIANI SUI MERCATI?”

Una ricerca di Borsa Italiana

  • L’87% degli scambi dei traders online avviene sui mercati gestiti da Borsa Italiana
  • La loro operatività è sempre più simile a quella degli investitori professionali
  • Il controvalore medio dei loro scambi su azioni italiane nei 6 mesi presi in esame è pari a 31mila euro

Borsa Italiana prosegue la sua attività di ricerca sui comportamenti dei traders online (coloro che effettuano negoziazione di strumenti finanziari attraverso Internet) con “Traders Online Behaviour”, il terzo rapporto sul mercato italiano che prende in considerazione l’operatività effettiva dei traders e non più solo le risposte a questionari.

La ricerca nasce dalla collaborazione con 5 dei maggiori brokers online italiani che hanno aderito su base volontaria a un’analisi sui comportamenti effettivi di trading,  fornendo a Borsa Italiana l’operatività di alcuni conti rappresentativi della loro clientela, in formato totalmente anonimo.

I brokers italiani che hanno aderito costituiscono una parte importante dell'intero mercato italiano dell'e-trading: Directa Sim, FinecoBank, Gruppo Banca Sella, IntesaTRADE e IW Bank.

Il trading online costituisce un tratto distintivo del mercato finanziario italiano. I conti di e-trading aperti in Italia sono quasi 4 milioni, di cui oltre 500mila movimentati, e si  attende un’ulteriore crescita per i prossimi anni.

Borsa Italiana stima che nel 2006 il trading online abbia concorso per circa un terzo dei contratti negoziati sulle azioni quotate in Borsa e per un quarto del loro controvalore.

Elementi metodologici
I conti online analizzati sono stati 500: per ciascun cliente intestatario di un conto online si disponeva di un’anagrafica socio-demografica: sesso, anno di nascita, comune di residenza. Era inoltre disponibile il dato relativo allo stock della liquidità e degli assets investiti in strumenti finanziari sul conto online a inizio e a fine periodo.

L’operatività dei clienti è colta attraverso quasi 630mila contratti negoziati riconducibili a circa 370mila proposte di negoziazione. L’arco temporale di analisi è l’operatività complessiva per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2005 (6 mesi).

La scelta dei conti online è stata effettuata da ciascun broker con l’obiettivo di rendere il campione inviato a Borsa Italiana il più rappresentativo possibile dell’intera popolazione dei suoi clienti non saltuari. E’ stato inoltre chiesto ai brokers – laddove possibile – di scegliere almeno 50 clienti con operatività giornaliera e di utilizzare il livello di due transazioni al mese come soglia minima di operatività per l’invio dei dati degli altri 50 clienti.

Per costruzione, il campione è risultato composto da traders online con un’elevata frequenza di negoziazione. Il 37,3% ha un’operatività giornaliera (day traders) e tra questi l’11,5% effettua più di 10 transazioni al giorno  (heavy traders); il 62,7% negozia meno di una volta al giorno e la quasi totalità fa più di una transazione ogni due settimane.

Il portafoglio dei traders online
Il valore mediano delle disponibilità - liquide e investite in strumenti finanziari - sul conto di ciascun trader online è pari a 16.790 euro: è un valore molto più elevato rispetto al dato mediano dell’intera popolazione italiana, che si attesta a circa 7.000 euro, mentre è in linea con quello del segmento affluent della popolazione italiana. I day traders hanno portafogli finanziari significativamente maggiori rispetto ai non day traders: 20.700 euro il dato mediano, rispetto a 15.800 euro. Il portafoglio è equamente distribuito tra liquidità e risorse investite in strumenti finanziari: nel confronto con la popolazione italiana, la liquidità ha un peso maggiore (46,3% in media presso i traders online) e tra gli strumenti finanziari l’incidenza delle attività più rischiose e in particolare delle azioni è più elevato (71,6% italiane e 10,6% estere); i day traders lasciano più risorse liquide sul conto (62,3%) e mostrano una più elevata concentrazione in azioni italiane (88,2%) degli assets investiti in strumenti finanziari.

La gamma dei prodotti
I traders online lavorano con un numero significativamente elevato di sottostanti: il campione ha negoziato nel periodo 1.075 diversi sottostanti, di cui 472 di emittenti azioni estere e 264 di emittenti azioni italiane. Nei sei mesi coperti dal campione, ogni trader ha negoziati in media 18 azioni italiane (30 i day traders e 10 i non day); i traders più attivi (l’ultimo decile dei day traders) hanno negoziato oltre 67 diverse azioni italiane ciascuno.

I traders online lavorano su molti mercati, ma concentrano gli scambi su un numero limitato di trading venues: i mercati gestiti da Borsa Italiana aggregano l’87,1% degli scambi. I principali mercati di negoziazione sono l’MTA (74,1% degli scambi) e i mercati dei derivati: Sedex (8,0%), CME (4,8%), Eurex (4,6%) e Idem (4,4%); tra i mercati esteri di negoziazione di titoli azionari prevalgono quelli statunitensi quali NASDAQ (0,37%) e NYSE (0,14%). La distribuzione degli scambi per tipo di strumento negoziato vede la prevalenza delle azioni di emittente italiano (68,2%) a cui seguono i futures (15,1%); il principale mercato di negoziazione di opzioni è l’Idem (79,1% dei trades su opzioni).

Un diverso modo di negoziare emerge con riferimento ai sottostanti azionario ‘Italia’ e ‘estero’. L’88,6% degli scambi con sottostante Italia è su azioni, percentuale che scende al 30,6% nel caso di sottostante estero dove prevale l’utilizzo di prodotti quali derivati, securitised derivatives o ETF; la negoziazione indiretta – ovvero con derivati, securitised derivatives o ETF – si concentra su prodotti su indice azionario (8,9% degli scambi su equity Italia e 65,1% su equity estero).

La negoziazione di azioni italiane non evidenzia da parte di tutte le categorie di traders online forti tratti distintivi rispetto al mercato: riguarda infatti pressoché tutti gli emittenti. Inoltre, la distribuzione degli scambi per segmento è simile a quella del mercato nel suo complesso (sono sottopesati dai traders online solo gli strumenti azionari che non appartengono a nessun paniere). La negoziazione di azioni di emittente estero avviene in modo prevalente su MTA (STMicroelectronics aggrega il 64,6% degli scambi su azioni estere); al netto di questi il favore è per i titoli statunitensi. 

La distribuzione settoriale dei titoli azionari è ampia: per l’equity italiano è in larga parte sovrapposta con quella del mercato mentre per l’equity estero tende a polarizzarsi verso quei settori meno presenti sul mercato domestico (technology e pharma).

Per tutte le categorie di traders online le azioni negoziate su MTA sono prevalenti; si ravvisano invece differenze con riferimento all’importanza relativa degli altri strumenti di negoziazione. Esiste una relazione positiva tra frequenza di negoziazione e incidenza dei trades su futures (che sono il 15,9% degli scambi effettuati dagli heavy traders, verso l’11,7% degli altri day traders e il 9,0% per i non day) e una relazione negativa tra la frequenza di negoziazione e l’incidenza dei trades su azioni estere (che aggregano il 15,1% dei contratti dei non day, rispetto al 3,9% di quelli degli heavy traders e al 9,0% degli altri day).

Turnover dei portafogli
L’operatività dei traders online si caratterizza per avere una turnover velocity del portafoglio estremamente elevata, associata a un controvalore degli scambi non trascurabile; ciò è particolarmente vero per gli heavy traders.

Il controvalore delle transazioni – ovvero degli scambi aggregati in base alle proposte di negoziazione - è molto simile per azioni italiane ed estere e inferiore per quanto riguarda gli ETF: il valore mediano è rispettivamente di 13.600, 11.800 e 8.700 euro mentre il controvalore medio degli scambi su azioni italiane supera i 31.000 euro. Al crescere della frequenza di negoziazione aumenta anche il controvalore medio di ciascun trade, inoltre la distribuzione dei trades per controvalore su azioni e ETF è fortemente asimmetrica, con il 25% delle negoziazioni su valori inferiori ai 3.000 euro e, dal lato opposto, il 10% delle negoziazioni con valori superiori ai 77.000 euro per le azioni ai 36.000 per gli ETF.

La turnover velocity di portafoglio dei day traders è superiore a quella dei non day per tutte le tipologie di strumento. Inoltre, la turnover velocity dei day traders su azioni italiane è particolarmente elevata (mediana pari a 12.700%).

Distribuzione temporale degli investimenti
Relativamente alla distribuzione infragiornaliera degli scambi dei traders online si osserva l’esistenza di due picchi di massimo: uno tra le 9-10 del mattino (14,9%) e l’altro tra le 16-17 del pomeriggio (13,7%); durante l’ora del pranzo si registra una leggera flessione della distribuzione degli scambi (6,2% tra le 13-14), in fascia serale si effettuano all’ora circa il 2% degli scambi complessivi. Tale distribuzione è simile tra day e non day traders. Nel confronto con i dati complessivi dei mercati MTA, Sedex e Idem si osserva una significativa corrispondenza tra la distribuzione per fascia oraria a livello di mercato e quella riguardante gli scambi dei traders online.

Considerando gli scambi per giorno della settimana, vi è evidenza di una leggera preferenza dei traders online per il giovedì, a scapito soprattutto del lunedì e del venerdì; questa distribuzione si registra anche a livello di mercato azionario MTA.

Caratteristiche socio-demografiche dei traders online non saltuari
I traders online presentano un profilo socio-demografico definito rispetto alla popolazione italiana e sembrano mutuare alcune caratteristiche che connotano entrambe i target da cui derivano, ovvero i “risparmiatori” e gli “utilizzatori di Internet”. I risultati confermano inoltre i tratti distintivi già messi in luce da precedenti surveys.

I traders online – nel confronto con la popolazione italiana con più di 18 anni - sono soprattutto uomini (90,6%, rispetto al 48,7%), di età compresa tra i 35-44 anni (32,6%, rispetto al 22,0% della popolazione, e con un’età mediana di 45 anni) e residenti nelle regioni del Nord Ovest (41,4%, rispetto al 24,7% della popolazione).

Pur mantenendo tali peculiarità, i day traders nel confronto con i non day, hanno un’età leggermente più elevata (la classe oltre i 55 anni concentra il 33,2% dei day traders e il 24,2% dei non day e l’età mediana è rispettivamente di 48 e 44 anni) e una maggior concentrazione in termini relativi nelle regioni del Sud Italia (23,9% dei day traders e il 16,8% dei non day).

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