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I tassi di interesse della Banca centrale europea

I tassi di interesse della Banca centrale europea sono il frutto delle decisioni che l’Eurotower compie nell’ambito della politica monetaria. Hanno un enorme peso sui mercati finanziari dell’Eurozona, sui tassi di cambio, sul costo dei finanziamenti e del debito sovrano nell’Eurozona. La loro influenza si estende dal costo del denaro a quello dei mutui e dei prestiti alle imprese e alle famiglie.

Il Consiglio Direttivo della Bce si riunisce ogni sei settimane per poi emettere, di giovedì alle 13:45, un comunicato in cui esprime le decisioni in materia di politica monetaria tramite l’imposizione di tre tassi:

  1. tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali
  2. tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale
  3. tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale

1.    Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (ORP) rappresenta il principale parametro per il costo del denaro nell’Eurozona e sono quelli ai quali ci si riferisce quando si parla di tasso ufficiale di scontotasso refi (ossia tasso per le operazioni di rifinanziamento) o tasso ufficiale di riferimento (tasso TUR). Il tasso di riferimento della Banca centrale è quello applicato alla maggior parte delle operazioni con la quale la Bce fornisce liquidità all’intera Eurozona e in particolare alle banche, pertanto questo tasso regola il costo dell’euro e dei finanziamenti in tutta l’area della moneta unica con effetti a 360 gradi sull’economia.
In particolare il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è l’interesse corrisposto dalle banche quando ottengono prestiti dalla BCE della durata di una settimana. Per ottenere questi finanziamenti gli istituti di credito devono fornire attività a garanzia del rimborso della somma ricevuta.
Le controparti della Banca centrale europea in questi prestiti sono in genere le banche che possono anche attivare delle procedure autonomamente rivolgendosi alla Bce.

2.    Un contatto diretto con l’Eurotower è fondamentale perché consente di controllare la tesoreria degli istituti di credito e la liquidità presente sui mercati finanziari giorno per giorno. A questo scopo esiste il cosiddetto mercato overnight, un mercato bancario di liquidità, ossia di flussi di denaro, che però ha la caratteristica di prevedere operazioni valide solo per una notte (da cui il termine overnight, tecnicamente sono depositi che devono essere estinti entro il primo giorno lavorativo successivo al giorno in cui sono costituiti). In pratica una banca a corto di liquidità può chiedere un prestito per una notte dalla Banca centrale a fronte di attività poste a garanzia e accettate dalla Bce come collaterale. Su questi prestiti la Bce impone il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale. E’ questo il secondo tasso principale della Bce che si impone appunto su un finanziamento di 24 ore (invece che di una settimana come per il tasso ufficiale di riferimento).

3.    Le banche possono anche depositare sul mercato overnight del denaro, ossia in pratica prestarlo, ottenendo in cambio il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale. Da notare che questo tasso può essere anche negativo, come avvenuto dal giugno del 2014, con la conseguenza che le banche pagano un interesse per tenere depositato il proprio denaro presso la Bce. Si è trattato di un altro sistema attuato per incoraggiare i finanziamenti all’economia reale ed scoraggiare il “parcheggio” di abbondante liquidità nei forzieri dell’Eurotower.

In pratica dunque, prendendo come riferimento il mercato overnight, il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale rappresentano gli estremi entro cui si muovono gli interessi sui finanziamenti di brevissimo termine. Essendo entrambi i tassi stabiliti dalla Bce si può dedurre come il sistema serva ancora una volta alla Banca centrale per controllare la liquidità nell’Eurozona.

LE INDICAZIONI PROSPETTICHE (FORWARD GUIDANCE)
Dal 2013 la Banca centrale europea ha iniziato a fornire ai mercati, in determinate circostanze, le indicazioni prospettiche o “forward guidance” che esprimono in maniera chiara le intenzioni della BCE sull’andamento futuro dei tassi ed eventualmente il suo impiego di altri strumenti di politica monetaria. L’obiettivo è quello di rendere più stabile l’andamento dei mercati finanziari e fornire punti di riferimento agli operatori (soprattutto in caso di tassi molto bassi).

Dal punto di vista della Bce, d’altra parte, le banche stesse non sono che il canale di trasmissione delle proprie decisioni di politica monetaria all’economia reale del sistema della moneta unica. L’obiettivo ultimo è quello della stabilità dei prezzi.

IMPORTANZA DEI TASSI DI RIFERIMENTO
I tassi di riferimento legano principalmente la Bce alle controparti bancarie e trovano un riflesso diretto nei prestiti reciproci tra le banche dell’Eurozona.

I tassi della Bce influenzano direttamente (almeno in condizioni normali) i tassi interbancari più importanti, fanno cioè da riferimento a tassi come l’Euribor o il Libor, che regolano il costo dei prestiti che le banche si concedono reciprocamente sulle varie scadenze.
Altro tasso da tenere in considerazione in questo ambito è l’Eonia (Euro Overnight Index Average), che, come l’Euribor, si basa sul mercato interbancario non garantito ma è calcolato come media dei prestiti overnight tra le stesse banche.
Come noto la maggior parte dei mutui immobiliari variabili dipende dalle oscillazioni dei tassi di interesse Euribor o della Banca centrale (tasso di riferimento), per cui le decisioni dell’Eurotower si riflettono direttamente sulla rata dei mutui dei cittadini dell’Eurozona che hanno scelto questa forma di finanziamento.
L’importanza dei tassi di riferimento va però ben oltre, in quanto questi costituiscono un parametro indispensabile per un enorme numero di contratti derivati e di strumenti finanziari che influenzano i mercati, l’economia reale e la vita delle famiglie.

I tassi di riferimento sono considerati lo strumento principale della politica monetaria convenzionale della Bce. A questi si possono affiancare altri strumenti “non convenzionali” come il quantitative easing (un piano di riacquisto di asset, fra i quali anche titoli di Stato, promosso dalla banca centrale) o i finanziamenti mirati come il TLTRO. Il fine ultimo rimane però sempre iscritto nel mandato della Bce che è quello di preservare la stabilità dei prezzi, ossia generalmente mantenere un livello di inflazione prossimo, ma inferiore al 2 per cento.

07 Giugno 2019message

 

 


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