L'equità non dipende solo dalle pensioni

FTA Online News, 23 Set 2012 - 15:49

“L’impatto sul PIL delle misure aggiuntive approvate è stimabile nell’ordine di almeno mezzo punto percentuale nel complesso del prossimo biennio”.  La Banca d’Italia ha calcolato così l’effetto recessivo della nuova manovra targata Mario Monti. In effetti, l’obiettivo ambizioso del pareggio di bilancio al 2013 impone una correzione che per quell’anno, tra l’ultima manovra e gli interventi estivi, dovrebbe arrivare a 76 miliardi di euro (20 netti dall’ultimo intervento) e portare la pressione fiscale intorno al 45 per cento. Assicurare che nessuno si senta più colpito degli altri in questo contesto appare molto difficile per tanti motivi.

Il nuovo decreto legge taglia l'indebitamento netto di 20,2, di 21,3 e di 21,4 miliardi di euro rispettivamente nel 2012, nel 2013 e nel 2014. In rapporto al prodotto la correzione equivale a 1,3 punti percentuali per ciascun anno. Se si considerano anche le manovre estive la riduzione dell'indebitamento netto essere pari a circa il 3% del PIL nel 2012 e superare il 4,5% del Pil di media nel biennio 2013-14. La stessa Banca d’Italia ha sottolineato il carattere strutturale di molti interventi: “Le misure hanno effetti permanenti e, in particolare con riferimento alla previdenza, crescenti nel tempo. Il contributo delle misure una tantum all’aggiustamento è modesto”.

Il costo della manovra sia in termini sociali che economici tuttavia non è trascurabile e il clima internazionale da “ultima chiamata” per l’Eurozona non facilita il varo di norme impopolari.

Lo rileva anche la Corte dei conti: il suo presidente Luigi Giampaolino parla di “manovra a forte impatto sociale”, ma sottolinea anche i decisi aumenti di entrata e le riduzioni strutturali della spesa, soprattutto “nella delicata materia pensionistica”.

Non mancano poi le critiche sul fronte della lotta all’evasione. L’economista Tito Boeri, pur evidenziando che la nuova Ici sarà pagata per la metà dal 20% più ricco della popolazione italiana, sulle colonne de la Repubblica ricorda che il mancato contrasto all’evasione ha messo a repentaglio più volte i tentativi di salvare la Grecia.

Lo stesso Ignazio Visco, presidente della Banca d’Italia, sottolinea che “Una risoluta azione di contrasto all’evasione fiscale rimane prioritaria”, perché l’evasione è il maggiore ostacolo a un’equa distribuzione dell’elevato onere fiscale tra i cittadini e servirebbe dunque, dopo l’abbassamento della tracciabilità dei pagamenti da 2.500 a 1.000 euro, “un’ulteriore riduzione della soglia”.

Nel frattempo scoppia la polemica sul Beauty Contest, il metodo scelto dal precedente governo per l’assegnazione delle frequenze televisive: molti, piuttosto che assegnarle gratuitamente, preferirebbero affidarle a un’asta competitiva. La Lega che diversi partiti della sinistra chiedono con forza una revisione, ma le cifre in ballo non sono chiare. “C’è chi parla di 4 miliardi, chi di 1,5, chi (come Antonio Sassano, consulente dell’Agcom) di 16 miliardi per 40 canali, 5 milioni a megahertz”, scrive Giovanni Cocconi su Europaquotidiano. La pressione cresce tanto che alla fine lo stesso ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera deve dichiarare: “Stiamo approfondendo la questione”. Il nodo politico dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi (“Temo che se ci fosse da fare una gara, potrebbe andare veramente disertata") appare sempre più aggrovigliato.

Il mare magnum delle posizioni parlamentari d’altronde si dimostra insidioso. Alla Commissione Bilancio della Camera vengono presentati ben 1.300 emendamenti, in gran parte di Lega e Idv, ma non solo.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.