BTP Futura, al via la quarta emissione

Pietro Poletto, Head of Fixed Income di Borsa Italiana, ci spiega quali sono i plus di questo titolo di Stato rivolto esclusivamente alla clientela retail



05 Nov 2021 - 17:43

L’Italia chiamò. E ora tocca agli italiani rispondere. L’8 novembre prossimo prenderà il via, infatti, la quarta emissione del BTP Futura, il titolo di Stato destinato soltanto ai risparmiatori privati – il cosiddetto mercato retail –, i cui proventi serviranno a finanziare gli interventi adottati per la ripresa economica del Paese.

La novità del quarto BTP Futura è la durata, pari a 12 anni, più breve rispetto a quella del precedente che era di 16 anni, mentre resta confermato il meccanismo del doppio premio fedeltà collegato alla crescita del Pil nazionale. «Si tratta di un titolo che si inserisce nel solco già tracciato dal BTP Italia, che però si rivolgeva anche agli investitori istituzionali – spiega Pietro Poletto, Head of Fixed Income di Borsa Italiana –. Questo prodotto invece si rivolge solo al retail ed è caratterizzato da un tasso fisso e cedole crescenti. Il BTP Futura si potrà acquistare in esclusiva su MOT, il mercato telematico obbligazionario di Borsa Italiana, fino al 12 novembre, salvo chiusura anticipata decisa dal Ministero».

 

Doppio premio fedeltà

Per quanto riguarda la modalità di sottoscrizione, gli investitori potranno inserire gli ordini di acquisto a un prezzo predeterminato di 100, avendo già contezza delle cedole predefinite. Resta inoltre confermato il meccanismo del doppio premio fedeltà. In particolare, al termine dei primi otto anni, chi avrà detenuto il BTP Futura sin dall’emissione avrà diritto a un premio intermedio pari al 40% della media del tasso di crescita del PIL nominale registrato in questo lasso di tempo (con un minimo dello 0,4% del capitale investito, fino a un massimo dell’1,2%). Alla scadenza finale, invece, coloro che avranno detenuto il titolo senza soluzione di continuità dall’emissione fino alla scadenza, verrà corrisposto un premio finale che includerà due componenti: la prima pari al restante 60% della media del tasso di crescita del PIL registrato nei primi otto anni di vita del titolo (con un minimo dello 0,6% fino a un massimo dell’1,8%), la seconda pari al 100% della media registrata dal nono al dodicesimo anno (con un minimo dell’1% e un massimo del 3% del capitale investito).

 

La quotazione su MOT è una garanzia

«Come detto, l’obiettivo di questo titolo di Stato è quello di compartecipare alla ripresa economica del Paese e i dati economici incoraggianti di quest’anno e le previsioni per il 2022 lasciano ben sperare – sottolinea ancora Poletto –. Tra i plus del BTP Futura ci sono da segnalare anche l’assenza di commissioni per gli investitori, la tassazione agevolata al 12,5% e la scadenza a 12 anni, più familiare a una clientela retail».

Tra gli aspetti positivi di questo titolo c’è infine da sottolineare la quotazione sul mercato MOT, che ne garantisce la liquidità in caso di vendita grazie anche al supporto degli istituti di credito, in particolare Intesa San Paolo, Unicredit, Banca Akros e Banca Sella. «MOT è ormai divenuta l’infrastruttura di mercato di riferimento per i titoli di Stato, avendo già collocato circa 160 miliardi di euro tramite la modalità di sottoscrizione diretta – conclude Poletto –. Si tratta infatti di una infrastruttura efficiente e integrata con tutta la filiera del settlement, in grado di processare in maniera automatica migliaia di operazioni».

 

 


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