Ripresa assicurata

Nel settore assicurativo la pandemia lascia strascichi e apre nuove strade. La sfida delle compagnie, fra rischi da scongiurare e opportunità da cogliere



The Van Group, 06 Ott 2020 - 09:10

Se è vero che il Covid-19 ha stravolto tutte le aree di business, sono pochi i settori su cui la pandemia ha avuto un impatto forte come su quello assicurativo. Non solo: le assicurazioni hanno anche risentito delle oscillazioni degli altri settori economici (per esempio dell’andamento delle compravendite di auto e moto), e hanno dovuto cambiare approcci e priorità in seguito alle mutate condizioni psicologiche e materiali dei loro clienti (improvvisa attenzione ai temi della sicurezza e della salute, lavoro in modalità agile, ecc.). Ecco perché le compagnie assicurative si trovano oggi più che mai ad attraversare un momento cruciale, e a districarsi fra rischi da scongiurare e possibilità da cogliere.

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Un anno “movimentato”

Il mercato di auto e moto ha, per motivi abbastanza ovvi, attraversato molti alti e bassi negli ultimi mesi. Il periodo del lockdown è coinciso con un sostanziale blocco delle vendite dei mezzi di trasporto motorizzati e quindi anche delle relative polizze. Ma per le assicurazioni c’è stato anche un vantaggio: il drastico calo di denunce di sinistri per incidenti stradali, che secondo la “Relazione sull’attività svolta dall’Istituto nell’anno 2019”, presentata a giugno 2020 dall’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), potrebbe portare a un calo dei risarcimenti di quasi due miliardi di euro.

Al “profondo rosso” del lockdown ha corrisposto, già da maggio, un rimbalzo, in parte fisiologico (semplice ripresa dopo mesi di blocco) e in parte conseguenza di alcuni elementi nuovi. Una ricerca del portale di comparazione prezzi Segugio.it ha appurato che a guidare la ripresa sono stati soprattutto l’usato e le moto, evidenziando anche il sempre maggiore ricorso alla comparazione online.

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Opportunità-millennials

La già citata relazione Ivass prevede un effetto negativo della pandemia sulla solvibilità delle compagnie, che dovrebbe calare di 35 punti percentuali, senza però scendere sotto i livelli di sicurezza. Un altro impatto con cui il settore dovrà fare i conti è quello sulla liquidità, “principalmente a causa della crescita delle richieste di rimborsi degli assicurati per cancellazione di viaggi, interruzione di attività lavorative, escussione delle garanzie delle polizze dei rami credito, cauzione, malattia e assistenza”.

Un’indagine dell’IIA (Italian Insurtech Association) ha invece illustrato la mutata relazione fra millennials e assicurazioni dopo il Covid-19. I nati fra gli Ottanta e i Novanta risultano oggi molto più interessati che in passato a prodotti assicurativi non legati al mondo automotive, quindi a polizze sulla salute e sulla vita.

Al target dei millennials (ma non solo a quello) si lega anche il tema della tecnologia, su cui l’Italia sembra ancora in ritardo. Lo scorso 20 luglio l’IIA ha organizzato insieme alla startup Yolo l’evento online “IIA Talks: Direzioni di ripresa dopo Covid. Come accelerare il comparto assicurativo”. In quell’occasione, il presidente dell’IIA Simone Ranucci ha spiegato che l’Italia è il fanalino di coda in Europa per investimenti nell’Insurtech, e che il Vecchio Continente a sua volta si piazza dietro Stati Uniti e Asia. La spinta alla digitalizzazione, ha detto sempre Ranucci, può arrivare proprio dal Covid. Due dati su tutti: a marzo e aprile sono aumentate dell’800% le ricerche online su assicurazioni salute; la vendita di assicurazioni vita in formato digitale è cresciuta del 70% in Europa.

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Sostenibilità e visione

In questo contesto sono diverse le strategie messe in atto dalle principali compagnie assicurative italiane. Un tema sempre più caldo sembra essere la sostenibilità. In un’intervista rilasciata a Fortune Italia di luglio/agosto, Lucia Silva, Group head of sustainability and social responsibility di Assicurazioni Generali, ha fra l’altro annunciato «una progressiva integrazione della sostenibilità nel core business» del gruppo, tradottosi, nel piano 2019-2021, nell’obiettivo di 4,5 miliardi di investimenti green e sostenibili e nell’impegno di aumentare i premi derivanti dai prodotti assicurativi con valore socio-ambientale del 7-9%. Dal canto suo, Unipol, prima in Italia per reputazione nei comparti assicurativo e bancario nella classifica 2020 Italy RepTrak®, ha da poco completato con successo il collocamento del suo primo “green bond”.

Ma il momento storico richiede alle compagnie anche un ripensamento più generale e sistemico degli approcci. In un articolo pubblicato da First Online lo scorso 4 maggio, Valter Trevisani, general manager del Gruppo Cattolica Assicurazioni ha affermato: «La sfida sarà quella di pensare in modo sistemico, ponendo l’accento non tanto sulla normale capacità di previsione dei rischi quanto invece sulla capacità di anticipazione e di gestione dei rischi imprevedibili».

Gianfranco Baldinotti, Ceo di Vittoria Hub, in un’intervista rilasciata ad AziendaBanca ha invece ribadito la centralità della relazione umana: «La relazione tra agente e cliente non cambia per effetto della tecnologia. Stiamo parlando di bisogni primari dell’uomo: sicurezza, continuità, protezione degli affetti, tutela del reddito e del patrimonio (…). Non è la relazione che cambierà, ma il contesto: da oggi, semplicemente, non sarà più necessario che l’agente e il suo cliente siano fisicamente nello stesso luogo».


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