Le due e quattro ruote mettono il turbo

Dopo il lockdown il mercato delle auto e delle moto riparte. Il timore generato dalla pandemia e la necessità di distanziamento fisico saranno tra i motivi della ripresa



The Van Group, 12 Mag 2020 - 10:00

Il coronavirus ha fermato i motori. Il mercato automobilistico italiano, come d’altra parte quello europeo, fa i conti con il lockdown e tira le somme di un (prevedibile) calo del 42% di nuove immatricolazioni nel corso del 2020. Da un milione e novecentomila vendite di nuove vetture durante il 2019, infatti, si passerà quest’anno a un milione e centomila secondo il Centro Studi Fleet&Mobility, che ha raccolto le indicazioni fornite da un sondaggio online di AgitaLab (laboratorio specializzato nella ideazione e progettazione di processi operativi e commerciali relativi al mondo automotive). Il decremento più importante si è verificato in marzo con -85% e in aprile -98% (dati UNRAE). Nel trimestre maggio/luglio il calo dovrebbe registrare una frenata con “solo” un -50% e dopo l’estate le sorti dell’automotive potrebbero avere una ripresa con un’attestazione del calo intorno al 30%.

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Auto: strumento di libertà

Un ruolo importante nella “riaccensione dei motori” potrebbero giocarlo gli incentivi fiscali auspicati dagli esperti del settore, come l’IVA detraibile al 100% sull’acquisto delle auto aziendali, un comparto, che come quello del carsharing, necessita di un ripensamento legato a processi di sanificazione dei veicoli. Ma un supporto altrettanto significativo potrebbe arrivare proprio dai timori generati dalla pandemia di Covid-19. Infatti, si stima che la soluzione più sicura per viaggiare nel prossimo futuro sia rappresentata proprio dalle automobili, in grado di offrire adeguate garanzie di distanziamento fisico e conseguente maggiore protezione dal virus rispetto ai viaggi con i mezzi pubblici. È di questo parere Olivier Francois, responsabile del brand Fiat, secondo cui assisteremo a una variazione delle abitudini sino a ieri consolidate e a una maggior propensione a usare la propria vettura, vissuta come un habitat comodo, sano e sicuro, una barriera fisica in grado di proteggere dal rischio di ulteriori contagi, resa sempre più affidabile anche grazie all’enorme progresso tecnologico: “L’uso dell’auto avrà una valenza anche simbolica perché diventerà uno strumento per recuperare la nostra autonomia e portarci in totale sicurezza verso la ripresa della nostra libertà sociale”, spiega il manager.

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Muoversi green

A tutto questo si aggiungeranno le innovazioni del settore, in primis quelle già avviate nel comparto green e che in piena emergenza hanno portato Fiat a presentare, nonostante l’annullamento del salone di Ginevra, palcoscenico ideale per questo appuntamento, la Nuova 500 full electric. Oltre a godere della crescente attenzione del mercato per la limitazione dell’impatto ambientale, l’ultimo lancio di Fiat potrebbe anche beneficiare degli incentivi previsti per la mobilità sostenibile, sui quali contano molto gli automobilisti, sempre più sensibili al tema della sostenibilità. Non a caso, prima del coronavirus il comparto più dinamico delle quattro ruote si rivelava quello delle auto ibride ed elettriche.

 

Moto: sicurezza e velocità

Come il comparto delle quattro ruote, anche quello delle due ruote ha registrato una situazione critica in periodo di lockdown con un calo nel mese di marzo, secondo ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori), del 66%. Ma anche qui, parallelamente, si prospetta una ripresa, contando che nel mese di febbraio c’era stato un aumento delle vendite del 14,4%. A sostegno del settore, eventuali incentivi all’acquisto, motivati dal minor impatto ambientale e dalla minor incidenza sul traffico urbano di motocicli, scooter e ciclomotori rispetto all’automobile. Le due ruote motorizzate possono infatti avere un ruolo centrale nell’era post-coronavirus coniugando sicurezza di distanziamento fisico e velocità di spostamento.

 

Nello specifico settore un’opportunità in più potrebbero averla le moto elettriche, che in Italia hanno registrato nei primi sei mesi del 2019 una crescita dell’86,2% (Dati Acem, Associazione Europea dei Costruttori di Moto), nettamente di più rispetto a Francia e Spagna, ad esempio.

Il Made in Italy del comparto vanta produzioni di eccellenza, tra cui realtà come Energica, società di moto elettriche a elevate prestazioni che esporta il 95% di quanto esce dai propri stabilimenti e implementa costantemente i propri accordi commerciali oltreconfine (i più recenti quelli siglati con Francia e Taiwan). Altra eccellenza del settore, la Askoll, secondo i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti, leader in Italia con una quota del 50% del mercato delle due ruote elettriche. Sono prodotti dall’azienda vicentina, infatti, i ciclomotori elettrici più venduti in Italia e il suo amministratore delegato, Gian Franco Nanni, ha dichiarato che l’interessante crescita dei ricavi dell’azienda (+160% nel 2019 rispetto all’anno precedente) è un segno evidente che l’azienda si sta muovendo in una direzione giusta in un settore, quello della mobilità elettrica, che sta vivendo un periodo di fermento.

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E-bike: sostenibilità e protezione

Infine, un settore che potrebbe essere ampiamente beneficiato dai timori pandemici è quello delle e-bike, il mercato più prospero nell’ambito della mobilità elettrica con un incremento a livello produttivo del 209%. Questo comparto, che nel nostro Paese nel 2019 ha visto crescere le vendite del 13% (Dati Ancma, l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), potrebbe beneficiare di una richiesta di sicurezza nei trasporti sempre a livello di distanziamento fisico, ma anche dell’esigenza di coniugare sostenibilità e spostamenti “protetti” da parte di utenti-consumatori con una spiccata sensibilità ambientale, abituati a utilizzare mezzi pubblici per brevi trasferimenti.


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