Ieri è già preistoria

"Nel nostro mestiere le cose cambiano di continuo”, afferma Fabrizio Testa, amministratore delegato di MTS, il mercato telematico dei titoli di Stato, una piattaforma all’avanguardia in termini di resilienza, scalabilità e funzionalità.



The Van, 11 Giu 2021 - 13:00

MTS, il Mercato Telematico dei Titoli di Stato ha avuto e continua ad avere un ruolo cruciale nell’assicurare stabilità al mercato secondario del debito pubblico italiano, permettendone una gestione ottimale in termini di valutazione degli orientamenti degli operatori e di valutazione degli strumenti da usare per ottimizzare la spesa per interessi. Oltre al mercato secondario del debito pubblico italiano la piattaforma MTS Cash gestisce i mercati secondari di altri 20 debiti pubblici direttamente o attraverso partnership. Negli anni il team di MTS insieme ai suoi clienti ha sviluppato MTS Repo, dove si scambiano gli strumenti per coprire posizioni lunghe e corte create dall’attività di market making, nonché MTS BondVision, dove i clienti finali interagiscono con i market makers.  

Si tratta di mercati all’ingrosso riservati agli operatori specializzati, che nel corso del tempo, hanno sempre mantenuto un alto livello di eccellenza grazie anche a continue innovazioni tecnologiche, come racconta Fabrizio Testa, amministratore delegato di MTS, in questa intervista per la rubrica People&Innovation.

Fabrizio, descrivi MTS in tre parole.

Efficiente, resiliente e trasparente.

MTS è innovativa perché…

«Perché è una struttura di servizio composta da persone competenti e appassionate, caratterizzata da prestazioni tecnologiche di alto livello, che deve stare al passo con le esigenze sempre più sofisticate dei grandi intermediari internazionali e degli emittenti pubblici, senza dimenticare le ricadute sui risparmiatori».

Un progetto innovativo realizzato di recente.

«Proprio in questo periodo stiamo portando avanti un progetto che riguarda la realizzazione di una piattaforma di negoziazione dedicata ai cosiddetti Interest Rate Swaps (IRS), prodotti derivati che si basano essenzialmente sullo scambio di flussi di denaro calcolati applicando tassi di interesse alternativi (fisso contro variabile ndr) a una somma prestabilita. Si tratta di un progetto altamente interessante, con cui cercheremo di favorire la standardizzazione all’interno di un mondo complesso. È una novità che nasce dal confronto con la clientela e le istituzioni, e attraverso la quale vogliamo anticipare i bisogni di ciascuno».

Obiettivi e finalità di questo progetto.

«Nella sostanza vogliamo dotare la platea composta da intermediari, investitori istituzionali ed emittenti di uno strumento per rendere trasparenti operazioni che vengono prevalentemente effettuate in ambito OTC (Over the Counter ndr), al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali».

Cosa ti è piaciuto in particolare di questo progetto.

«Come dicevo, si tratta di una sfida molto interessante, perché abbiamo l’ambizione di portare trasparenza ed efficienza in ambiti nuovi. D’altra parte l’introduzione di trasparenza ed efficienza è parte integrante del nostro lavoro: siamo partiti dai foglietti raccolti per terra nella sala delle grida per arrivare all’automazione dei sistemi di pricing e all’uso di algoritmi sofisticati per meglio gestire portafogli multi-asset sempre più complessi. Il nostro lavoro rimane sempre lo stesso nella sostanza, ma ciò che cambia continuamente è la modalità con cui lo svolgiamo».

Le maggiori difficoltà affrontate in questo progetto.

«Per la prima volta MTS sta costruendo qualcosa che va oltre i suoi consueti ambiti operativi. Questa è la principale difficoltà, ma anche l’aspetto più affascinante di questo progetto».

Cosa significa per te essere innovativi.

«Significa prestare attenzione continua alle esigenze dei nostri clienti, inclusi gli emittenti, a seguito dell’implementazione di nuove regolamentazioni o all’introduzione di nuovi protocolli di trading e/o connettività, e cercare di anticipare le nuove tendenze».

La prima cosa a cui associ il termine innovazione.

«Lo associo alla ferrea volontà delle persone di progredire e di non fermarsi mai. Questo, unito all’efficienza tecnologica, consente di progredire costantemente anche in ambiti nuovi e inesplorati».

Uno strumento indispensabile per il tuo settore da portare nel futuro.

«Non penso a uno strumento fisico: la pandemia ci ha dimostrato che gli oggetti in quanto tali sono piuttosto superflui: oggi possiamo svolgere tutte le operazioni anche da casa utilizzando diversi dispositivi. Ciò che conta davvero quindi sono soluzioni tecnologiche modulabili e di facile implementazione che ci permettano di gestire la complessità e l’imprevedibilità».

Un oggetto “vintage” che porteresti nel futuro.

«In una battuta potrei dire che ieri è già preistoria. Gli oggetti in uso nel nostro mestiere cambiano di continuo, in pochissimi anni dai registri scritti a mano siamo passati alle microtecnologie e all’operatività dei telefonini. Ogni epoca ha i suoi oggetti e nel nostro mestiere non c’è molto spazio per il culto del “vintage” a meno che il cervello umano non rientri in questa categoria».

 


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