Design: eccellenza anche nei profitti

Storie lunghe e affascinanti, un presente dinamico e variegato: ecco alcune delle aziende di punta di uno dei settori fiore all’occhiello del Made in Italy



24 Nov 2020 - 16:30

Il settore del design è una delle eccellenze del tessuto imprenditoriale italiano. Per accorgersene, basta vedere i numeri dell’ultimo Salone del Mobile di Milano (quello del 2019; nel 2020 non ha avuto luogo a causa della pandemia): 2.400 espositori e quasi 400mila visitatori (+12% rispetto all’anno prima). Dal rapporto Design Economy 2019 della Fondazione Symbola si evince come l’Italia sia prima in Europa per numero di imprese e terza (dopo Gran Bretagna e Germania) per fatturato, numero di addetti e valore aggiunto. I dati, aggiornati al 2017, parlano di circa 30mila imprese, quasi 50mila occupati e un fatturato di 4,4 miliardi di euro (+0,9% rispetto all’anno precedente). Un’azienda su quattro si trova in Lombardia, mentre Emilia-Romagna e Veneto hanno una quota superiore all’11% ciascuna e la Toscana supera il 7%.

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Alle origini della plastica

La carrellata sui nomi più altisonanti del design italiano parte da Kartell. Tutto inizia negli anni Quaranta del secolo scorso, quando il giovane ingegnere chimico Giulio Castelli, allievo del premio Nobel Giulio Natta (il “papà” della plastica), sogna di produrre oggetti con caratteristiche innovative. Il passaggio dai desideri ai fatti avviene nel 1949, quando Castelli – insieme a Enos Rastelli e Michele Pistorio – fonda a Noviglio (Milano) la Kartell. All’inizio la produzione riguarda auto-accessori e casalinghi, negli anni poi la gamma si allargherà ad apparecchi di illuminazione, mobili e complementi d’arredo. Il boom arriva negli anni Sessanta, anche grazie alla collaborazione di grandi nomi.

Nel 1988 l’azienda viene rilevata da Claudio Luti, genero del fondatore, in arrivo dal mondo della moda. È lui a stringere collaborazioni con nomi di spicco, da Philippe Starck a Vico Magistretti, che propiziano l’arrivo di premi importanti, fra cui nove Compassi d’oro.

Nel 1999, Kartell è la prima azienda a utilizzare il policarbonato per oggetti d’arredo. È l’inizio della “fase trasparente”, che mette sul mercato mobili iconici, come le sedie La Marie e Louis Ghost. Segue l’uso di materiali nuovi e performanti (fibra di carbonio, legno, bioplastica, ecc.) e una particolare attenzione alla sostenibilità. Nel 1997 l’azienda apre il primo flagship a Milano; oggi conta nel mondo 150 store e 850 spazi Kartell. I ricavi superano i 100 milioni, l’export pesa per il 76%.

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Lo stile negli accessori per la casa

Altra realtà di spicco è Danese. La società è stata fondata nel 1957 da Bruno Danese e Jacqueline Vodoz con l’obiettivo di coniugare arte e design in un progetto che si proponeva di essere, allo stesso tempo, culturale e industriale. Nel 1991 il marchio e catalogo vengono ceduti alla Strafor/Facom. Successivamente viene acquistato dal gruppo Artemide, colosso nella produzione di elementi di illuminazione di design. Oggi il presidente è Carlotta Bevilacqua: imprenditrice, architetto, designer e docente, nonché vice presidente e ceo del gruppo Artemide.

Una storia da film è invece quella dell’azienda Fratelli Guzzini. A fondarla, nel 1912 a Recanati, Enrico Guzzini, ex mezzadro della famiglia Leopardi. L’attività parte dalla realizzazione di articoli per fumatori in corno. Ma negli anni si evolve, ampliando la gamma dei prodotti offerti, moltiplicando i brevetti e diversificando i materiali (galalite, plexiglas, metacrilato). Nel 1955 introduce per prima oggetti di design in plastica per l’uso domestico. Altro primato: nel 1986 realizza un oggetto di plastica per la casa con effetto bicolore, usando la tecnologia di stampaggio a bi-iniezione. Oggi propone oggetti per la tavola e la casa, piccoli elettrodomestici e complementi d’arredo.

I nipoti di Enrico, invece, a fine anni Cinquanta hanno fondato un’azienda di design specializzata in illuminazione, che sarebbe diventata la iGuzzini, oggi una delle più importanti in Europa (238 milioni di fatturato, 1.500 dipendenti).

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Il lusso della comodità

Proseguiamo la carrellata con un nome molto evocativo: Poltrona Frau. Viene fondata a Torino nel 1912 da Renzo Frau. In breve, il marchio assurge a status symbol e l’azienda diventa fornitrice della Real Casa dei Savoia. Inoltre, arreda i salotti che contano, i grandi alberghi, gli spazi dell’Expo Torino 1928 e un lussuoso transatlantico. Nel 1962, viene acquisita dal gruppo Nazareno Gabrielli con trasferimento della sede nelle Marche. Dal 1984, anno in cui disegna gli interni della Lancia Thema 8.32, la divisione interiors in motion sviluppa una competenza nell’allestimento di interni in pelle per automobili di alta gamma, yacht, treni, elicotteri e first class di prestigiose linee aeree.

Nel 2004 viene acquisita dal fondo Charme Investments. L’anno dopo, nel gruppo entra a far parte un’altra eccellenza del design italiano: Cassina. Altro “giro di poltrone” nel 2014, quando a rilevarla (per 243 milioni di euro) è il gruppo americano Haworth. La lavorazione della pelle resta in Italia, il processo è artigianale (per realizzare un divano Chester servono 23 ore), ma il respiro internazionale dell’azienda e la qualità del prodotto giustificano l’apertura di show room e negozi monomarca in Asia, Europa e nelle Americhe. Il gruppo fattura 500 milioni e ha 1.500 dipendenti.

Ultima eccellenza meritevole di menzione è B&B, leader nel settore dell’arredo di design a livello internazionale sia domestico che collettivo (hotel, retail, uffici, navi da crociera). Fondata nel 1966 da Piero Ambrogio Busnelli, è un’impresa che si caratterizza per l’approccio manageriale in antitesi a quello artigianale e familiare tipico del settore. L’head quarter si trova a Novedrate (Como) e vanta una sede progettata da Renzo Piano e Richard Rogers. Oggi l’azienda conta 600 dipendenti ed è presente in 80 paesi tramite 70 monomarca e 1.000 punti vendita specializzati.


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