Il bello degli affari

Gli italiani ricorrono ogni anno con sempre maggiore frequenza agli interventi di chirurgia plastica e medicina estetica. Un beneficio per il corpo e per l’economia



The Van Group, 12 Mar 2020 - 10:30

Sempre meno disposti a mostrare cellulite e doppio mento e alla ricerca di un seno perfetto e di un viso senza rughe, gli italiani si sottopongono in maniera crescente a interventi estetici. Nel 2018 è stato eseguito in Italia complessivamente oltre un milione di procedure estetiche, ovvero il 7% in più rispetto a quelle registrate da Isaps (Società Internazionale di Chirurgia Plastica Estetica) nel 2016, a conferma di un trend di crescita del settore della chirurgia plastica e della medicina estetica che, a livello mondiale, si stima possa arrivare entro il 2024 a 26,5 miliardi di dollari, cioè a più del doppio dei 10,1 miliardi del 2016.

La maggior parte di questi interventi (il 68,2% del totale) è di tipo non chirurgico, e la quota cresce (+8%), mentre gli interventi chirurgici sono stazionari dal 2016. Evidentemente la ricerca di bellezza e forma fisica passa attraverso percorsi con meno sofferenza e rischi possibili. 

Al centro dell’attenzione, seno e occhi. Al primo posto tra gli interventi di chirurgia plastica ai fini estetici più richiesti nel nostro Paese si conferma per il secondo anno la mastoplastica additiva: 52.600 le operazioni per aumentare il seno effettuate nel 2018, con un incremento rispetto al 2016 del 9%. Il secondo intervento più richiesto, in modo equamente ripartito tra pazienti donne e pazienti uomini, è la blefaroplastica (l'intervento che permette di eliminare la pelle in eccesso delle palpebre), la cui pratica è aumentata del 21% in due anni, con 51mila interventi nel 2018. La terza operazione chirurgica è la liposuzione (eliminazione del grasso), con 45.600 pratiche stimate, in diminuzione però dell’11% rispetto al dato 2016, mentre in quarta posizione troviamo il lipofilling (la modifica delle forme e dei contorni) del volto (dato 2018: 24.300, +5%). In diminuzione anche la rinoplastica (rimodellazione del naso, al sesto posto con oltre 20mila interventi nel 2018 e un calo del 33% rispetto al 2016) richiesta soprattutto dagli uomini.

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Laser e luce pulsata

Per quanto riguarda i dispositivi utilizzati, restano stabili gli iniettabili, utilizzati principalmente per il ringiovanimento del volto, con una netta prevalenza di utilizzo della tossina botulinica e dell’acido ialuronico. A registrare una crescita decisamente più rilevante sono invece tutte quelle pratiche estetiche realizzate con l’utilizzo di tecnologie. Il totale dei trattamenti con apparecchiature biomedicali ha registrato infatti un incremento del 73% (fonte Osservatorio Aicpe - Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica). Un forte aumento (+80%) si è constatato in particolare nella richiesta di trattamenti di epilazione definitiva realizzata con tecnologie come laser e luce pulsata, seguita in termini numerici dai peeling chimici (prodotti che attenuano le imperfezioni della pelle, in calo però del 2%) e dai trattamenti per contrastare la cellulite (+21%). Tra le pratiche non chirurgiche sempre più richieste anche quelle per la riduzione del grasso (+120%) e per la contrazione cutanea non chirurgica, realizzata per esempio con le radiofrequenze (+100%).

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Dalla parte della produzione

L’ampio settore dei dispositivi medici in Italia (dall’elettromedicale alla diagnostica fino alle attrezzature tecniche) genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro (dati Confindustria) tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti. Si tratta di un tessuto industriale molto eterogeneo, altamente innovativo e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi (il 5% del totale).

Quello dell’industria farmaceutica, di cui fanno parte le aziende che producono farmaci e dispositivi specifici per la medicina estetica, è un settore in ottima forma, uno dei migliori della nostra realtà industriale con una crescita produttiva del 22% dal 2008 al 2018 contro un calo medio manifatturiero del 14% e un export cresciuto del 117% a fronte di un +27% della media del comparto manifatturiero italiano (dati Farmindustria). Dal 2014 al 2018 è anche quello che ha aumentato di più l’occupazione (+8,6% contro un +2% della media manifatturiera) ed è il terzo settore per investimenti in ricerca e sviluppo.

Molto diversificato il panorama delle aziende che operano nel mercato italiano della medicina e della chirurgia estetica. Tra queste ricordiamo Allergan, presente in 100 Paesi e dotata di un organico di oltre 18mila dipendenti, che produce e commercializza, oltre a una gamma di prodotti nelle aree terapeutiche del sistema nervoso centrale, dell’oftalmologia e della dermatologia, farmaci come la tossina botulinica e dispositivi tipo le protesi mammarie, i trattamenti per le adiposità localizzate e i filler a base di acido ialuronico.

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IBSA Farmaceutici Italia, filiale della società svizzera con due stabilimenti produttivi in Lombardia e oltre 500 dipendenti, è salita agli onori della cronaca per aver conquistato nel 2019 l’Amec & Aesthetics Awards con un nuovo complesso di acido ialuronico.

Quanta System (attuale sede a Samarate, in provincia di Varese), è nata nel 1985 da uno spin-off di un importante centro di ricerca nel campo dei laser ed è diventata nel 2004 parte del gruppo El.En. quotato alla Borsa Italiana, nel segmento STAR, uno dei principali attori mondiali della produzione di tecnologia laser per l’industria, il restauro e la medicina.

Enermedica, infine, nata nel 2004, si occupa di vendite di tecnologie per l’estetica professionale e la medicina estetica ed è specializzata nell’importazione e nella distribuzione in esclusiva per l’Italia.


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