Terreno fertile per l’industria

Agrofarmaci, fertilizzanti, biostimolanti. Il mercato dei prodotti per l’agricoltura è dominato da colossi internazionali. Ma l’Italia si distingue grazie ad aziende fortemente innovative



The Van, 23 Dic 2019 - 09:35

L’Italia è prima sul campo. Nel vero senso della parola: il nostro, infatti, è il primo Paese agricolo in Europa, tanto che l’Eurostat, l’istituto di statistica europeo, stima il valore aggiunto dell’agricoltura in 32,2 miliardi di euro. Una cifra, questa, che consente all’Italia di classificarsi al primo posto nel Vecchio Continente davanti a Francia (32,1 miliardi), Spagna (30,2 miliardi) e Germania (16,8 miliardi). In pratica, in Italia viene generato quasi un quinto del valore aggiunto dell’intero sistema agricolo europeo, come sostenuto da un recente articolo pubblicato dal quotidiano Il Sole 24 Ore. In un contesto così, è chiaro che assume un ruolo rilevante anche l’industria che supporta l’agricoltura, ovvero quella che produce fertilizzanti, agrofarmaci e biostimolanti, prodotti che aiutano e supportano le colture.

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Bene gli agrofarmaci…

Diamo uno sguardo ai numeri: l’industria italiana degli agrofarmaci - prodotti, di sintesi o naturali, utilizzati per combattere le principali avversità delle piante come insetticidi, fungicidi, insetticidi - vanta un giro d’affari di oltre 950 milioni di euro (Dati Agrofarma/Federchimica), si colloca al sesto posto a livello mondiale, rappresentando all’incirca l’1,7% del valore del mercato globale. È inoltre terza in Europa, preceduta soltanto da Francia e Germania, e contribuisce a realizzare l’1,5% del fatturato globale dell’industria chimica italiana (2018). Le industrie del settore impiegano in Italia circa 2mila persone, con un valore di produzione e investimenti per addetto ai primi posti tra i settori della chimica.

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… e anche i fertilizzanti

Buoni anche i numeri del settore dei fertilizzanti - quei prodotti che favoriscono la crescita delle colture, come i concimi -: in Italia, l'80% delle imprese del comparto è di piccole e medie dimensioni, il fatturato complessivo del comparto è di 1,3 miliardi di euro grazie all’impiego di circa 2mila lavoratori, con un’incidenza del 2,8% sul totale della produzione chimica italiana, come sostengono i dati di Assofertilizzanti/Federchimica. In grande crescita anche i numeri dei fertilizzanti specialistici, come i biostimolanti, prodotti in grado di coniugare il benessere delle colture con il rispetto dell’ambiente: in un mercato mondiale che vale già 2 miliardi di euro, l’Italia si sta ritagliando la sua parte.

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Largo ai “piccoli”

In tanti pensano che il settore sia dominato da colossi del settore. E non a torto. BASF, Bayer, Syngenta e altre multinazionali sono i protagonisti del mercato dei fertilizzanti/agrofarmaci. Ma accanto alle grandi multinazionali, ci sono anche aziende italiane, anzi italianissime, che si sanno far valere. Una di queste è Sipcam-Oxon (500 milioni di euro di fatturato con un incremento dei ricavi nel 2018 dell’1,3%), sede a Pero, a due passi da Milano, e stabilimenti produttivi e filiali in tutto il mondo. Con quasi 1.000 dipendenti, di cui circa la metà in Italia, opera nella sintesi, formulazione e commercializzazione di principi attivi e intermedi chimici così come nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti e, più recentemente, nella lavorazione e vendita di sementi. Il gruppo è il risultato della fusione di Sipcam (Società Italiana Prodotti Chimici per l’Agricoltura Milano), fondata nel 1946 da Emilio Gagliardini e da Baldo Ciocca, e Oxon, nata nel 1970 grazie a Giorgio Gagliardini, figlio di Emilio, con l’obiettivo di produrre in proprio la sintesi chimica di alcuni principi attivi di agrofarmaci.  Negli anni 70, Sipcam-Oxon ha avviato un processo di internazionalizzazione attraverso la creazione di nuove società, l’acquisizione del controllo o la partecipazione in imprese locali e recentemente ha acquisito il 100% della società svizzera Sofbey. Ha sviluppato la propria presenza diretta in diversi mercati europei, tra cui Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, Grecia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Inoltre, ha costituito società in Brasile, Stati Uniti, Australia, Argentina, Messico, Cina e, di recente, ha aperto una filiale in Paraguay e, per lo sviluppo dei mercati del Far East, un ufficio di rappresentanza in Thailandia. Altra azienda italiana altamente innovativa è Valagro, realtà con headquarter ad Atessa, in Abruzzo, e presenza in India, Brasile, Usa e altri paesi. Ha un fatturato di oltre 100 milioni di euro, più di 650 dipendenti, di cui poco meno della metà nel nostro Paese ed è fortemente concentrata sulla produzione di biostimolanti, oltre a micronutrienti e fertilizzanti idrosolubili. L’azienda, nata nel 1980 da un’intuizione di Giuseppe Natale, attuale Ceo, affiancato da Ottorino La Rocca, oggi presidente, è in continua crescita: da poco è aggiudicata il premio Best Performance Award 2019 e, sempre nel corso di quest’anno, ha avviato la costruzione di uno stabilimento negli Stati Uniti.


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