È il momento della frutta

Più attente alla salute, le famiglie italiane acquistano sempre più frutta e verdura. Grandi protagonisti i consorzi e le aziende che investono nell’intera filiera a vantaggio dei piccoli coltivatori e di produzioni di eccellenza



The Van, 17 Giu 2021 - 10:48

Una mela al giorno… Il vecchio detto sembra trovare una nuova declinazione, se è vero che la pandemia ha indotto le famiglie a prevedere un’alimentazione più salutare. Così come sono cresciuti i consumi di prodotti di origine biologica, altrettanto sono cresciuti i consumi di frutta e verdura. Una famiglia su tre ha dichiarato di aver aumentato la presenza di prodotti ortofrutticoli nella propria alimentazione. In particolare, le vendite di mele nella Gdo sono aumentate a volume di oltre il 20% e di più del 25% a valore. I motivi di questo risultato? «Ricerca costante di nuove varietà, ampliamento dell’offerta a scaffale con mele diverse e ben caratterizzate, investimenti in pack innovativi e tanta comunicazione al consumatore finale» ha indicato Giulia Montanaro di Assomela, associazione dei produttori di mele italiani, che rappresenta, attraverso i suoi membri, circa l’80% della produzione nazionale e il 20% di quella europea.

 

L’unione fa la forza

Grandi protagonisti dell’exploit di frutta e verdura sono i consorzi, realtà in cui conferiscono produttori agricoli organizzati in cooperative. I loro obiettivi vanno dal sostegno alla produzione attraverso ricerche avanzate fino alla commercializzazione. Si tratta di figure di riferimento a sostegno dell’intera filiera.

Orsero, multinazionale con 80 anni di storia, 1.500 dipendenti, 300 referenze di prodotto e un miliardo di fatturato, lancia la filiera delle clementine per tutelare prodotto e agricoltori. Grazie a un accordo siglato con i produttori calabresi, Orsero seguirà l’intera filiera, dalla terra agli scaffali dei supermercati. Ed è pronta a ripetete l’esperimento con il radicchio (Adriatico, Calabria e Puglia) e con il mango siciliano. «Perché molti produttori sono piccoli e non hanno la forza per arrivare alla grande distribuzione» ha commentato la Ceo, Raffaella Orsero.

 

Innovazione in campo

Importante realtà del settore è CIF (Consorzio Innovazione Frutta), fondato nel 2008 in Trentino, a cui fanno capo quattro consorzi, tra cui Melinda e S. Orsola, in rappresentanza di 10mila produttori, 10mila ettari coltivati a frutteto e 450mila tonnellate di prodotto. Melinda vanta una dinamicità notevole che premia progetti di sostenibilità, come le innovative “celle ipogee” per la conservazione sotterranea, il primo impianto al mondo per la frigo-conservazione in ambiente ipogeo e in condizioni di atmosfera controllata. Inoltre, insieme a La Trentina ha in programma la costituzione di veri e propri distretti bio e la coltivazione di nuove varietà in grado di soddisfare meglio le richieste del consumatore, Fra queste, Evelina, che dal 2014 si affianca alle eccellenze storiche del consorzio e grazie alla sua estetica, al gusto bilanciato e alla shelf-life particolarmente elevata, incontra già un certo successo. «L’esperienza di ormai oltre cinque anni nella coltivazione, lavorazione e in tutte le fasi che portano le mele dal campo alla tavola, ci rende oggi in grado di valorizzare al meglio Evelina, una mela che ha saputo accrescere il suo valore anno dopo – ha dichiarato Nicola Magnani, direttore commerciale del Consorzio Melinda –. Una crescita sicuramente dovuta al miglioramento della qualità del prodotto in pianta così come alla nostra capacità di ottimizzarne la gestione». Altrettanto si può dire per Enjoy, risultato di un lungo processo di selezione.

L’operatività del consorzio, che produce 400mila tonnellate di mele all’anno, è intensa anche a livello internazionale e quest’inverno ha toccato per la prima volta Taiwan.

 

Attenzione alla conservazione e al confezionamento

170 in tutta Italia i soci del Consorzio Frutteto, produttori di fragole, albicocche, susine, pesche, pere, mele e kiwi. La sede principale è a Cesena, ma esistono centri di conferimento in altre regioni: in Basilicata, nel Lazio e in Calabria. É dotato di moderne attrezzature per la selezione, la conservazione e il confezionamento dei prodotti ortofrutticoli.

Realtà tra Veneto e Lombardia quella del Consorzio Ortofrutticolo Padano, che riunisce 11 cooperative per 1.200 aziende agricole di Verona, Padova, Rovigo e Mantova. Raccoglie e distribuisce mele, pere, pesche, ciliegie, asparagi, radicchio, cocomeri, zucche e kiwi con un fatturato annuo di 30 milioni di euro.

È stato fondato nel 1989 il consorzio Agribologna grazie a sei cooperative. Nel 2009 ha iniziato una sua fase di espansione che l’ha portato oltre l’Emilia Romagna, in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Veneto e Lombardia. Tra le sue iniziative più recenti, la valorizzazione delle specialità, cioè varietà di ortofrutta ricercate e selezionate.

 

Lo sguardo oltreconfine

Tra i più consolidati, il Consorzio Mela Alto Adige, fondato nel 2000 da quattro membri: VOG, Asta Frutta Alto Adige, Fruttunion e VIP, l’associazione dei produttori della Val Venosta, che riunisce 1.700 frutticoltori e vende i propri prodotti (15 diverse varietà di mele e poi piccoli frutti, albicocche, cavolfiore, ciliegie, ecc.) oltre che in Italia, in tutto il mondo, in particolare, in Spagna, Portogallo, Scandinavia, Germania e Nord Africa.

A Verona ha sede infine il Consorzio Piccoli Frutti (fragole, lamponi, more, ecc.). Nato nel 2008, raccoglie produttori in gran parte d’Italia ma anche all’estero con more provenienti dal Messico, lamponi dalla Spagna e mirtilli e ribes rosso da Cile e Spagna.


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