Ring the Bell for Gender Equality

L’8 marzo Borsa Italiana celebra la Giornata internazionale delle donne con un’iniziativa che fa della parità di genere il suo manifesto. È il Ring the Bell for Gender Equality 2021.



THE VAN, 08 Mar 2021 - 15:10

È l’ora delle donne

 

Borsa Italiana al Ring the Bell for Gender Equality 2021: un’occasione per condividere, nella giornata dedicata a tutte le donne, l’impegno delle aziende sulla parità di genere 

L’8 marzo Borsa Italiana celebra la Giornata internazionale delle donne con un’iniziativa che fa della parità di genere il suo manifesto. È il Ring the Bell for Gender Equality 2021, quest’anno alla sua settimana edizione, eccezionalmente in modalità virtuale, evento che coinvolge oltre 100 Borse a livello mondiale. L’UN Global Compact Network Italy, la Sustainable Stock Exchange Initiative, l’International Finance Corporation (IFC), la World Federation of Exchanges e la Women in ETFs fanno fronte comune affinché le aziende private agiscano per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di empowerment delle donne. Il tradizionale suono della campanella simboleggia le azioni concrete che i mercati e i loro partecipanti - borse, società, intermediari e investitori - intraprendono per fare della parità di genere un principio di governance e di innovazione.

 

I grandi cambiamenti partono sempre dall’interno

Per Borsa Italiana la gender equality e l’eliminazione del gender gap sono obiettivi sempre più strategici, soprattutto in un momento storico come quello attuale, in cui la condizione lavorativa delle donne è stata resa ancora più vulnerabile dalle conseguenze della pandemia. «La parità di genere è indispensabile per creare un mondo sostenibile, in cui le donne hanno gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini, soprattutto nei ruoli di leadership, dove la disequality è ancora troppo marcata». È con queste premesse che Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana, dà inizio al Ring the Bell for Gender Equality 2021, dal parterre di Palazzo Mezzanotte. «Abbiamo raggiunto traguardi importanti, ma non basta. Per accelerare il cambiamento serve partire dall’interno, dalla cultura aziendale. Perché la gender equality non riguarda solo le donne, ma ognuno di noi».

 

La finanza si rigenera per eliminare il gender gap

Dopo l’ouverture affidata alle parole di Jerusalmi, l’evento entra nel vivo con le rappresentanti di Women in ETFs - Silvia Bosoni - Head of ETFs, ETPs and open end Funds - Listing and Market Development di Borsa Italiana, Alessandra Calabretti, ETF & Index Fund Sales Italy di UBS AM e Roberta Gastaldello, Head od ETF distribution Italy di J.P.Morgan AM - che introducono il dialogo su Gender Gap e Finanza Rigenerativa” con la prima ospite, Patrizia Bussoli, Team Asset Allocation di Pramerica SGR.

A che punto siamo in Italia con la gender equality? La pandemia ha indebolito equilibri che si credevano raggiunti? Patrizia Bussoli non usa mezzi termini, ma dati incontrovertibili: l’Italia è al 76° posto su 153 in tema di parità di genere, in discesa di sei posti rispetto al 2018. A sostenerlo è il Report del Global Gender Gap del World Economic Forum. E la pandemia ha fatto schizzare in alto il tasso di disoccupazione femminile (su 400mila nuovi disoccupati, 300mila sono donne), rivelando la fragilità della condizione lavorativa femminile e l’urgenza di accelerare il cambiamento. «Oggi la scarsa rappresentanza femminile, soprattutto nei ruoli di leadership, e la differenza salariale tra uomini e donne, almeno del 10%, sono i fattori che ostacolano maggiormente la parità di genere», dichiara Patrizia Bussoli. Per eliminare il gender gap serve una finanza che sia in grado di rigenerarsi e riscrivere il proprio DNA per allinearsi ai 17 obiettivi sostenibili dell’ONU, implementare una strategia di gender equality più strutturata e costruire un ambiente di lavoro plurale e meritocratico.

 

Il gender empowerment è un dovere morale

Ma la gender equality è una sfida per tutti, non solo per il settore finanziario. «Oggi il 42% delle donne laureate, nonostante performance accademiche più alte, non ha un lavoro. Questa percentuale, per gli uomini, si ferma al 17%. Eppure, è stato dimostrato che la partecipazione e la leadership femminile nel business sono essenziali per avanzare nella corporate sustanaibility, raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e massimizzare le performance aziendali», sottolinea Daniela Bernacchi, Segretario Generale di UN Global Compact Network Italy, iniziativa nata in seno alle Nazioni Unite per promuovere tra le altre cose gli obiettivi si sviluppo sostenibile (SDGs).

Oggi la realtà lavorativa femminile è scandita da progressi lenti e barriere strutturali ancora troppo alte: le molestie sul luogo di lavoro, la disparità salariale a parità di posizione e di anzianità, la mancanza di supporto genitoriale e i bias cognitivi che pregiudicano l’implementazione di adeguati sistemi di conciliazione vita-lavoro ostacolano l’empowerment delle donne. La missione di UN Global Compact Network Italy è allora proprio quella di rafforzarlo incoraggiando le aziende a includere la parità di genere nel proprio DNA attraverso l’individuazione di obiettivi concreti e strumenti, come il Gender Gap Analysis Tool, con cui misurare il proprio impegno. «Perché il gender empowerment è un dovere morale per tutte le aziende» afferma.

 

L’energia delle donne

Di azioni concrete a supporto della parità di genere è sicuramente preparata Snam. La società attiva nel settore delle infrastrutture energetiche, come racconta Patrizia Rutigliano, Executive Vice President Institutional Affairs, ESG, Communication & Marketing di Snam, fa dell’inclusione di genere uno dei principi più importanti delle sue politiche: dalla ricerca e selezione del personale fino a progetti di formazione a sostegno della partecipazione femminile nei percorsi accademici STEM, di solito ad appannaggio quasi esclusivo degli uomini.

La direzione sembra chiara, quindi. E quale occasione migliore se non la Giornata internazionale della donna per condividerne l’urgenza, chiosa Marina Famiglietti, Managing Director, HR, Capital Markets & Italy di Borsa Italiana: «Ogni giorno cerchiamo di alimentare il cambiamento attraverso politiche di recruiting inclusive, progetti di formazione per lo sviluppo della leadership femminile (Women’s Inspire Network, ndr), iniziative come i Sustainability Bonds, l’Italian Sustainability Day e progetti che supportano le giovani donne imprenditrici e l’accesso femminile all’istruzione».

Per Borsa Italiana - organizzazione nella quale le donne rappresentano più di un terzo dell’organico, di cui il 36% è occupato in ruoli manageriali con il 43% di esse a diretto riporto del CEO - è di vitale importanza agire concretamente per continuare a rafforzare il ruolo nella donna in un mondo che deve essere sempre più sostenibile. Sotto tutti i punti di vista.

 

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