Prepararsi alla crescita con Techshare

Al via una nuova edizione del programma di formazione pre-Ipo di Borsa Italiana, dedicato in particolare alle aziende del settore tecnologico



28 Set 2021 - 10:24

I mercati finanziari rappresentano un valido supporto per la loro crescita? E le imprese, come possono capirlo? Sono questi gli interrogativi a cui cerca di dare una risposta Techshare, il programma di formazione pre-Ipo di Borsa Italiana, che aiuta gli imprenditori a familiarizzare con il mercato dei capitali. L’iniziativa è rivolta in particolare alle aziende tech con significative esigenze di finanziamento, metriche finanziarie che mostrano un potenziale di crescita, interesse alla quotazione in Borsa entro i prossimi 2 o 3 anni.

«Il nostro obiettivo è aiutare le Pmi a comprendere meglio questo mondo, analizzando ciò che accade prima e dopo la quotazione», ha sottolineato Fabio Brigante di Borsa Italiana nel corso del convegno di lancio del progetto, che avrà una durata di sei mesi, da gennaio a giugno del prossimo anno.

«Il programma, per la prima volta organizzato proprio da Borsa Italiana, è a numero chiuso, perché vogliamo garantire un livello nella formazione e nella “classe” di eccellenza. Ci rivolgiamo quindi a quelle realtà più vicine al mercato di altre e con una dichiarata ambizione di crescita.– ha aggiunto Giovanni Vecchio di Euronext –. La partecipazione è però gratuita, poiché si tratta di un investimento sul futuro del settore».

 

Ipo avanti tutta

Il mercato delle Ipo si sta dimostrando particolarmente vivace nell’ultimo periodo, soprattutto per quanto riguarda le società del settore tecnologico. «Nei primi 8 mesi del 2021 ci sono state in Europa 337 quotazioni, per un totale di circa 50 miliardi di euro di raccolta – ha sottolineato Marco Greco, della società di advisoring Value Track –. Di queste ben 128 hanno riguardato società del settore tech, che complessivamente hanno raccolto 20 miliardi di euro. Peraltro si tratta di un trend molto ben distribuito a livello geografico che riguarda anche l’Italia, in cui si assiste a un sempre maggiore interesse».

«Nel nostro Paese siamo però in ritardo di circa 5/10 anni rispetto agli Stati Uniti nell’accesso al mercato dei capitali», ha puntualizzato Marco Rampazzo di Endeavor, network non profit che aiuta le imprese nella fase di accelerazione della crescita. «Dobbiamo necessariamente trovare una soluzione per colmare questo gap e iniziative come Techshare vanno esattamente in questa direzione – ha risposto Angelo Coletta, presidente di InnovUp, l’associazione che rappresenta l’ecosistema italiano dell’innovazione –. Il mercato rappresenta un’ottima opportunità per raccogliere capitali, ma ha anche il vantaggio di “prezzare” correttamente le aziende, avvicinandole ai propri competitor a livello internazionale. Oggi, infatti, il mercato è transnazionale e anche le nostre pmi tecnologiche devono pensare in ottica globale».

Tanto più che è aumentato il livello di complessità, perché oggi le aziende hanno a disposizione diverse soluzioni per finanziare la propria crescita. «Esistono più opzioni, più strumenti, più investitori e, in generale, una maggiore quantità di risorse, che aiutano ad assottigliare le criticità presenti – ha aggiunto Fabio Mondini di Growth Capital, advisor specializzato nell’interazione tra scaleup e investitori –. L’ecosistema sta crescendo e attirando sempre più investitori internazionali, ma in un processo di Ipo è importante arrivare preparati, consci di ciò che si sta facendo».

 

Le testimonianze degli imprenditori

Diversi sono gli imprenditori che hanno partecipato alle precedenti edizioni di Techshare, traendone beneficio per il proprio business. È il caso per esempio di Andrea Pizzarulli di Civitanavi, azienda che progetta e produce sistemi e sensori inerziali applicati ai più avanzati settori nazionali e internazionali. «Operiamo in un settore complicato perché ci confrontiamo con diversi player internazionali – ha raccontato –. Il nostro auspicio è quello di restare Pmi ancora per poco tempo, per giocare poi un ruolo importante in un mercato come quello dell’aerospazio, che si sta evolvendo molto velocemente».

Anche Luca Rossettini di D-Orbit – la prima azienda al mondo a offrire servizi di logistica orbitale – opera nel mercato aerospaziale, precisamente in quello che oggi viene definito dagli addetti ai lavori “new space”. «È un comparto molto giovane, nato da qualche anno, che ha vissuto una transizione da un mercato prevalentemente governativo a uno guidato da aziende private – ha spiegato –. Il percorso con Techshare mi ha permesso di identificare i gap di una start up e colmarli, ma anche di capire quale sia la forma di organizzazione migliore per sostenere la crescita di domani».

Genenta Science, co-fondata da Pierluigi Peracchi, è invece un’azienda biotech che sta sviluppando terapie contro il cancro basate sulle cellule staminali ematopoietiche. «Il punto centrale è che, nonostante il livello della ricerca scientifica in Italia e in Europa sia quantomeno paragonabile a quello di Stati Uniti e Cina, qui esiste una scarsa capacità di trasformarla in un business – ha affermato Peracchi –. E questo accade sia per mancanza di competenze, poiché da noi esistono poche grandi farm, sia perché anche le conoscenze degli investitori in questo settore sono scarse».

Marco Marlia, Ceo e co-fondatore di MotorK, azienda specializzata nelle attività di sales & marketing per il settore automobilistico, ha infine concluso la serie di interventi sottolineando come la partecipazione a Techshare abbia rappresentato un modo per «confrontarsi con un ecosistema di aziende di diversi settori che hanno un certo tipo di ambizione, una determinata visione dello sviluppo. Un’esperienza che mi ha particolarmente arricchito dal punto di vista professionale».


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